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“This is not football”

Visual: Il Rookie

“This is not football”. Queste furono le parole pronunciate da Antonio Conte nei confronti della terna arbitrale alla fine del primo tempo di Galatasaray – Juventus della fase a gironi della Champions League 2013-2014. Le condizioni del campo alla Türk Telekom Arena di Istanbul furono terribili. Un misto di neve, ghiaccio e fango che rese praticamente impossibile giocare a calcio. Questo secondo l’ex allenatore della Juve e secondo i suoi giocatori. Però non per tutti perchè Wesley Sneijder e Didier Drogba riuscirono a confezionare l’azione da gol decisiva per l’eliminazione della Juventus dalla Coppa dalle Grandi Orecchie.

Ma “this is not football” è una frase che torna utile per un altro momento avvenuto otto anni prima. Il palcoscenico è diverso, il terreno di gioco è differente e sono diverse anche le squadre coinvolte. Circa 20 secondi in cui il pallone diventa un inutile accessorio. Momenti in cui l’avversario è solamente un nemico da abbattere, possibilmente asportandogli qualche arto. In questo caso sì che verrebbe da dire “this is not football”. Il problema è che non si capisce cosa sia…

26 novembre 2005. Glanford Park, Scunthorpe (Inghilterra).
Scunthorpe United – FC Brentford. 19ª giornata della League One inglese 2005-2006.
Oltre 4000 spettatori assistettero alla sconfitta della squadra di casa. 3-1 per il Brentford. Al minuto 81, il momento clou. Quello che sconvolge le coscienze dei futuri trequartisti ipertecnici, trasformandoli in mediani rubapalloni o in artisti delle MMA. Quel momento che è un po’ il tiki-taka ante litteram ma senza pallone e con un po’ di violenza in più. Scambi continui di tackle di prima intenzione ad impedire una qualsivoglia forma di possesso palla. Ecco quindi diciotto secondi di oscenità calcistica.

Tutto ha origine da un contrasto a metà campo. Due giocatori – Marcus Williams, numero 21 dello Scunthorpe e Ricky Newman, numero 6 del Brentford – vanno a contrasto con il piede a martello nel tentativo di contendersi un pallone vagante. Newman entra probabilmente (?) sul pallone mentre Williams si avvita sulla gamba destra dell’avversario e finisce con la faccia al suolo. Il pallone, chiaramente, non rimane nelle vicinanze dei due ma torna leggermente indietro. Un giocatore della squadra di casa, Jim Goodwin, riesce addirittura ad esibirsi in un controllo pulito del pallone. Solo che viene immediatamente raso al suolo da un intervento a valanga di un giocatore random del Brentford.

Il pallone schizza via e viene inseguito da Eddie Hutchinson del Brentford. La sua voglia di impossessarsi della sfera si scontra col desiderio di falciare qualcuno. Come si può fare a coniugare questi bisogni? Con un intervento in scivolata da dietro che non servirà a recuperare il pallone ma solo ad abbattere l’avversario.
Sospiro di sollievo: il pallone finisce nei pressi di due giocatori del Brentford. È il momento di un possesso palla ragionato? Certo che no.
I due si ostacolano e spalancano un portone per uno spazzaneve con le sembianze umane dello Scunthrope che asporta le gambe all’avversario. Del pallone nemmeno l’ombra. L’arbitro ha deciso che l’omertà si sposa bene con il desiderio di lasciar scorrere il gioco in maniera naturale. La palla, nel frattempo, continua a muoversi all’impazzata sulla trequarti difensiva del Brentford.

Arrivano in sequenza due interventi in scivolata con entrambe le gambe a martello dal retrogusto criminale: uno di un difensore del Brentford e uno di Jim Goodwin dello Scunthorpe. Quest’ultimo ottiene anche un dottorato in stupidità, dato che trancia di netto le gambe dell’avversario letteralmente sotto gli occhi dell’arbitro. Nonostante la presenza di almeno cinque interventi in scivolata da codice penale, l’arbitro decide di mettersi nel taschino l’omertà per poi togliere dallo stesso taschino il cartellino rosso per il centrocampista numero 8. Espluso Goodwin che, giustamente, si sente anche un po’ preso in giro dopo l’orrore visto in quei diciotto secondi di tackle violentissimi che hanno coinvolto i giocatori di entrambe le squadre. Come direbbero gli amanti del calcio con uno standard tecnico che rientra nei canoni della decenza, citando Antonio Conte: “Dis is nod fudbol”. Ehm… “this is not football”.

Published in Calcio