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Supa Hot Fire: l’uomo dietro il meme

Foto: YouTube

Supa Hot Fire. Per molte persone questo nome potrebbe non dire nulla ma è molto più probabile che possa venire in mente qualcosa dopo aver visto questa gif.

Riconosciuto? No? Allora partiamo con le prime presentazioni.
Supa Hot Fire è il ragazzo con gli occhiali e il cappuccio in testa che fa impazzire il gruppo di persone intorno a lui. È il protagonista di questa gif e di svariati meme che girano per la rete.
Ora che lo abbiamo inquadrato esteticamente, possiamo iniziare a conoscere meglio cosa c’è dietro questo personaggio.

Le origini
25 maggio 2011. Sulla home di YouTube compare un video caricato dallo youtuber MrDeshawnRaw, il titolo è: “The Rap Battle [Parody]”.
Come si può notare dal titolo, la dicitura “Parody” indica il tratto distintivo di questo video, si tratta quindi di una parodia delle tipiche battaglie di freestyle.

Il presentatore introduce la sfida: “You know where we at, it’s primetime rappin’, so lets go head and get into it”. In realtà non sappiamo dove possano essere lui, i contendenti e il pubblico. Possiamo ipotizzare che la contesa si stia disputando in un parchetto nel loro quartiere – The Hood – per essere più affini all’immaginario afroamericano ma anche rimanendo abbastanza generici, non potendo localizzare geograficamente con certezza il luogo.

Facciamo la conoscenza dello sfidante, B-Bone, dal 225 di Vermont Avenue a Los Angeles (forse abbiamo trovato almeno la contea in cui si svolge la sfida?).
Ha un rendimento di 3 vittorie e 3 sconfitte, il suo stile è caratterizzato da punchlines deboli (la punchline è la “rima d’impatto” che deve sorprendere il pubblico e deve offendere l’avversario) e come lavoro secondario fa l’organizzatore di matrimoni.

Il fatto che il presentatore chiami il contendente appena presentato, “T-Steak”, ci fa capire che gli sfidanti del campione non sono degni di particolare attenzione.
I riflettori sono tutti puntati sul campione. (Campione di cosa? È la prima volta che vediamo una sua sfida.) Il protagonista di questo pezzo, colui che non ha bisogno di introduzioni (che invece farò per farlo conoscere a coloro che non sanno chi sia)…Supa Hot Fire!
Questo affascinante e carismatico essere umano, proveniente da Hot’sville Mars, ha un fenomenale rendimento di 398246301 vittorie e 0 sconfitte, il suo stile è “caldo come il fuoco” ed è anche il sindaco del Kenya, ma lo è solo nel tempo libero, come lavoro secondario.

Diciamocelo chiaramente, degli avversari ci interessa poco, ci concentreremo solamente su Supa Hot Fire e sulla sua capacità di incendiare i fan e i suoi avversari.

Dopo la sua presentazione, in mezzo all’ovazione dei presenti, Supa Hot Fire spara subito la sua frase distintiva, ciò che lo descrive al meglio: “First of all, I’m not a rapper.
Ricordiamoci questa frase – “I’m not a rapper” – ci servirà a capire meglio la grandezza di quest’uomo.
Si parte. Lancio della monetina per decidere chi inizia. Operazione del tutto inutile perché tanto inizia Supa Hot Fire. È così che funziona.

Il nostro protagonista parte subito a cannone:
“I broke up with my ex girl
Here’s her number
Sike. That’s the wrong number!”

Per quei pochi che non dovessero avere dimestichezza con l’inglese, in pratica, Supa Hot Fire si è lasciato con la sua ragazza e offre il suo numero di telefono all’avversario, peccato che sia sbagliato.
L’utilizzo del “sike” serve ad indurre in errore, è utilizzato prima di dire qualcosa di falso.
In questo caso si tratta di un insulto nei confronti di B-Bone. Per Supa Hot Fire, B-Bone è inesistente e non è neanche degno di avere il numero di telefono corretto dell’ex ragazza.
La reazione del pubblico presente è fantastica ed è ciò che ha dato vita alla famosa gif e a parecchi meme. B-Bone è stato annichilito alla prima strofa.
Forse è passata inosservata, bisogna però sottolineare la frase di reazione di uno dei fan di Supa Hot Fire: “How does that make you feel?”. Altra presa in giro da uno che non è neanche coinvolto nella sfida ma che finge di interessarsi dello stato d’animo di B-Bone solamente per irriderlo con maggiore efficacia.

Seconda strofa per Supa Hot Fire.
“Sweet dolla tea from McDonald’s, I drink that
Super Hot Fire, I spit that
Two and a Half men, I watch that.”

Supa Hot Fire dichiara di bere regolarmente il tè dolce venduto a un dollaro da McDonald’s, caldo come le rime sputate da Supa Hot Fire che può permettersi di affermare di essere uno dei tantissimi spettatori della sitcom americana Two and a Half Men.
Strofa di transizione che manda comunque in visibilio i presenti.
Ora iniziate a capire cosa c’è di parodistico in questo format di video?
Intanto, Supa Hot Fire spamma il suo solito “I’m not a rapper”.

Penultima strofa di Supa Hot Fire.
“Glasses, jacket, shirt
Call me Glasses-Jacket-Shirt-Man
Or call me Supa Hot Boy, hundred degrees, leather jacket
‘Cause I’m Supa Hot, boy!”

Si sale di livello. Supa Hot Fire si descrive e si crea da solo un nuovo soprannome “l’uomo occhiali-giacca-maglietta”. Lo si può chiamare anche “Supa Hot Boy” perché nonostante il caldo bestiale, continua ad indossare la sua giacca di pelle che lo rende ancora più “caldo” (gioco di parole con il caldo della temperatura e con l’espressione “hot”, che può significare anche “molto attraente”).
Si può reagire in maniera diversa rispetto alla reazione del pubblico in estasi per le capacità del ragazzo incappucciato anche a quasi 40 gradi all’ombra? No, direi proprio di no.

Prima risposta della battaglia da parte di B-Bone. Ma nessuno è interessato a ciò che dice, non lo sono nemmeno io che sto scrivendo e non lo dovresti essere nemmeno tu che stai leggendo questo pezzo.
B-Bone si eclissa da solo per l’imbarazzo.

Ultima strofa per Supa Hot Fire.
“First of all, I’m not your friend, so stop lookin’ at me
Second of all, I’m not a rapper, so stop rappin’ at me.
I’m ‘bout to end this man’s whole career
But I’m not a rapper, look
Boom, bam, bop
Bada-bop-doom, pow!”

Solo così si poteva chiudere una magnifica prestazione, Supa Hot Fire ha demolito B-Bone con una strofa che non permette repliche.
Supa Hot Fire non è amico di B-Bone e quindi chiede che quest’ultimo smetta di guardarlo (si riferisce alla strofa precedente dell’avversario).
Non essendo un rapper, Supa Hot Fire chiede di smettere di rappargli contro perché tanto non serve.
Questo è il colpo di genio. La potenza di Supa Hot Fire è basata su un paradosso.
In una sfida di freestyle bisogna sempre rispondere all’avversario rappando qualcosa, dato che però il nostro amico specifica continuamente che non è un rapper, allora non puoi rispondergli rappando. Dunque, non lo puoi battere.
Anche l’amico di B-Bone capisce che non c’è storia e si va ad aggiungere al resto dei supporters di Supa Hot Fire, lasciando B-Bone da solo in balìa della capacità sovrumana del ragazzo occhiali-giacca-maglietta.

Il finale della strofa ci dimostra ancora una volta la maestria di Supa Hot Fire.
Vuole mettere fine alla carriera di B-Bone (quale carriera?), pur non essendo un rapper.
Allora si mette a cercare nel suo infinito repertorio lirico qualcosa che possa concludere la sfida, distruggendo la reputazione dell’avversario.
La scelta ricade sulle onomatopee. In alcune occasioni bastano solamente dei suoni per emozionare le persone e questo è il caso. Pubblico estasiato che urla, salta, si muove a caso e porta in trionfo Supa Hot Fire.
Aggiorniamo il conto delle sue vittorie, il vincitore è colui che non è un rapper.

Ora che abbiamo visto le origini del mito, possiamo andare a vedere alcuni dei capitoli più particolari della saga “The Rap Battle [Parody]”.

Supa Hot Fire vs Mute Spittah

Una delle mie sfide preferite. Da una parte lo sfidante, Mute Spittah, proveniente da Orange County, California. Ha un ottimo rendimento con 4152 vittorie e 0 sconfitte e come lavoro secondario fa il responsabile della comunicazione della NASA.
Dall’altra parte il campione imbattuto che, rispetto alla sfida iniziale, è diventato presidente dell’Africa…Supa Hot Fire!

Niente testa o croce, decide Supa Hot Fire. Questa volta parte Mute Spittah.
Come citato in precedenza, non ci soffermiamo sugli avversari ma in questo caso bisogna rilevare la bravura di Mute Spittah, che riesce a tener testa a Supa Hot Fire pur senza parlare.
Lasciamo parlare le immagini perché le parole potrebbero non bastare.

Strofa potentissima di Mute Spittah che esalta il suo gruppo di supporters.

Prima strofa di Supa Hot Fire.
“I never take showers
Without a loofah
Hot Fire
Don’t forget the SUPAAAA!”

La prima frase manda in confusione il pubblico amante dell’igiene, il nostro amico non si scompone dopo le reazioni dei fans e specifica che “non si fa mai la doccia senza un tipo di spugna vegetale”.
Poi il colpo del fenomeno. Decide di andare con l’autocelebrazione di se stesso, rimanendo però legato alla semplicità di dire solamente il proprio nome.
Così facendo, riesce a concludere la strofa con la sua solita qualità. Pubblico come sempre in visibilio per lui e situazione riequilibrata.
D’ora in avanti sarà un botta e risposta continuo.

Seconda strofa di Mute Spittah.

Risposta maestosa di Mute Spittah che opta per l’irriverenza nel rispondere al campione. Da sottolineare l’uso brillante del chiasmo in tutta la sua strofa.

Seconda strofa di Supa Hot Fire.
“Look, two eyes
One nose
Mute Spittah, zero loses
Versus Supa Hot
Now that’s the (wrong numbaahh)”.

Supa Hot Fire risponde partendo dall’anatomia umana per descrivere l’avversario, notando i punti in comune tra loro due. Fa riferimento al fatto che Mute Spittah abbia come lui zero sconfitte, numero che però è in procinto di cambiare dopo questa sfida. Notevole anche l’apporto dei presenti che chiudono la rima finale al posto del nostro amico, utilizzando una citazione dalla prima sfida contro B-Bone.

Queste parole non lasciano margine di risposta per Mute Spittah che deve incassare anche la strofa definitiva.
“Debit cards, I swipe that!
The weather, I check that!
After a win, naps, I take that!”

Non si può controbattere dopo una strofa del genere, non si può.
Da sottolineare il breve conciliabolo tra il pubblico dopo la seconda frase di Supa Hot Fire. Alcuni si fidano del campione, c’è caldo e non dovrebbe piovere mentre una persona a caso tra il pubblico getta nello sconforto gli altri, rispondendo che le previsioni del tempo hanno annunciato l’arrivo della pioggia.
Da applausi il salto finale per celebrare il riposino che il campione farà dopo questa vittoria.
Aggiorniamo a caso il numero delle vittorie di Supa Hot Fire, prima sconfitta in carriera per l’ottimo Mute Spittah.

Supa Hot Fire vs Soulja Boy

Sfida di alto livello per il campione e nuovo ambasciatore della Terra contro Soulja Boy, rapper che ha all’attivo un disco di platino per il suo album di debutto che contiene la sua hit di maggiore successo, “Crank That”.

Parte Supa Hot Fire.
“You beating me? Now that’s a mistake
When I park my car, I pull up the e-brake
You hear that? I’m buzzin
Big family, no cousins
I get money, it’s nothin’.“

In questa strofa è da sottolineare il gioco di parole contenuto nella prima frase.
Supa Hot Fire usa “beating” e “mistake” pronunciato come “me-steak”.
Tutto ciò è riferito al gesto di battere la bistecca per renderla più tenera e, di conseguenza, migliore.
Supa Hot Fire usa questo gioco di parole per spiegare che, non appena l’avversario inizia ad avere la consapevolezza di avere la meglio nella sfida (“battendolo” a suon di rime), lui diventa ancora più forte e può ribaltare la situazione con una strofa micidiale, quindi annullando tutte le speranze di sconfiggerlo.
Da sottolineare la reazione dei fan non appena Supa Hot Fire decide di strappare la banconota perché per lui “i soldi non sono nulla”.
Inutile sottolineare la disperazione di coloro che sono intorno a lui, evidentemente bisognosi di soldi.

Soulja Boy non può rispondere e, dunque, viene concesso altro spazio a Supa Hot Fire.
“Twelve job applications, all blank. I’m lazy
Two baby sitters, no babies
I spit hot fire, but I’m not a rapper
I come with the Supa Hot
And then bring the fire right after!”

In questa strofa autocelebrativa è da rimarcare la parte finale caratterizzata da un climax, con in più una magnifica sequenza di sguardi alternati, quasi a voler far crescere il desiderio di scoprire come verrà conclusa la strofa.

Finalmente Supa Hot Fire lascia spazio alla risposta di Soulja Boy.
Ed è la prima volta che verranno analizzate anche le strofe dello sfidante, in quanto prodotte da un avversario famoso, forse l’unico veramente in grado di insidiare il campione.
“Supa Hot Fire, I don’t know what the fuss about
I splash on you everyday, I bet that put your fire out.
King of the internet, I been that
Winning streaks, I end that
Looking through your glasses
I can see that you been wack
Sike! You ain’t going to get these back!
You know my name?
He’s a liar
Tatoos, diamonds, swag
Call me Soulja Hot Fire.
Don’t you get mad, this is just the beginning
Swag to the right, now go tell them fans I’m winning
Soulja Boy Tell’em came through for the top spot
Take this picture, hashtag Soulja just beat Supa Hot.”

Soulja Boy parte fortissimo, non capendo chi sia Supa Hot Fire. Successivamente afferma di poterlo sconfiggere solamente schizzandolo con dell’acqua (ottimo modo per spegnere un incendio e, di conseguenza, il fuoco di Supa Hot Fire).
Prima di Supa Hot Fire è stato veramente un re di internet col singolo “Crank That”.
Soulja Boy termina le strisce di vittorie: ecco il bacio della morte per Supa Hot Fire, forse è in arrivo la prima sconfitta per lui che è sempre stato imbattuto.
Soulja indossa gli occhiali di Supa e nota quanto possa fare schifo il suo avversario, come se Supa Hot Fire senza gli occhiali avesse perso il suo superpotere. E non ha intenzione di renderglieli.
Ormai Soulja è in controllo. Ha preso gli occhiali del campione, ha conquistato il gruppo di fedeli di Supa e ora cerca di finirlo, rubandogli l’identità (rielabora una vecchia punchline di Supa Hot Fire e la fa propria, oltre a rubargli il nome per modificarlo).
Per concludere col massacro, Soulja cambia flow per terminare la strofa e mettere fine alla sfida. Il finale è pazzesco: Soulja chiede di scattare una foto in compagnia di Supa Hot Fire e di pubblicarla con l’hashtag #SouljahaappenabattutoSupaHot.

22 Novembre 2012. È un momento speciale. C’è un nuovo campione. Supa Hot Fire ha subìto la sua prima sconfitta e la sua carriera si conclude qui.
Le sue capacità nel freestyle si sono scontrate con la dura realtà fatta di rapper professionisti, swag, tatuaggi e diamanti. Forse troppo per lui che “swaggava” con solamente degli occhiali, una giacca di pelle col cappuccio e una maglietta che, con rime semplici ma efficaci, faceva impazzire i suoi fan.
Gli stessi supporters che poi gli hanno voltato le spalle non appena hanno avuto la riprova che nemmeno lui era imbattibile.

Ora possiamo concludere seriamente e ricapitolare brevemente i perché del successo di questa saga parodistica. Questa serie di video ha fatto immediatamente il giro della rete per via della sua capacità di evidenziare in maniera ironica gli aspetti più conflittuali delle sfide di freestyle. La maggior parte dell’umorismo contenuto in queste parodie deriva dalle reazioni volutamente esagerate degli spettatori presenti, che favoriscono in maniera sproporzionata un rapper rispetto a un altro. È ciò che accade comunemente in queste battaglie, dove il rapper “di casa” ha il vantaggio di avere tutto il pubblico dalla sua parte.
Ora capite perchè Supa Hot Fire è stato il freestyler più forte della galassia senza essere un rapper?

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