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Reverse racing: moonwalk su ruote

Foto: YouTube

Internet è un posto meraviglioso. Si parte con un video serio e si finisce a vedere i video più assurdi della rete durante le sessioni di cazzeggio selvaggio su YouTube.
Ed è esattamente questo il modo con cui sono giunto a conoscere il Reverse Racing.

Le origini
Bisogna tornare indietro al periodo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ‘80. In Olanda, probabilmente dopo aver trascorso diverse ore in un coffee-shop, gli autori di un programma televisivo olandese partorirono l’idea di una gara di automobili in retromarcia. Per realizzare questa folle idea c’era bisogno di vetture adatte a far ciò. Ma non si trattava di normali auto da corsa, bensì delle utilitarie di un’azienda olandese produttrice di camion e di autovetture, la DAF.
Il modello più adatto risultò essere il 600 che era caratterizzato dalla presenza di un cambio automatico chiamato “Variomatic”, l’unica modifica “da corsa” era la presenza di un roll-bar per motivi di sicurezza.
Essenzialmente, lasciando perdere i tecnicismi, era un’auto orrenda che poteva andare alla stessa velocità sia nel normale senso di marcia che in retromarcia, mantenendo una bassissima velocità di punta. Non la vettura più adatta a correre in un circuito ma agli olandesi questo non interessava perché alla fine decisero di considerare anche l’utilizzo di altre auto simili per potenza e velocità.

Torcicollo, confusione e incidenti
Possiamo riassumere con queste tre parole questo tipo di gare.
Guidare in retromarcia per pochi metri, magari per parcheggiare, non è normalmente un’attività affaticante, la velocità è abbastanza bassa e con un minimo di attenzione si evitano i pericoli.
Bisogna però catapultarsi nel contesto dell’evento per avere un’idea più chiara. Siamo a Zandvoort, sul circuito che ospitò per diverse edizioni il Gran Premio d’Olanda di Formula 1, lungo il saliscendi olandese ci sono circa venti auto che corrono all’impazzata in retromarcia cercando di andare il più velocemente possibile. Guidare guardando costantemente dietro per tutta la lunghezza del tracciato non dev’essere l’esperienza più rilassante del mondo, soprattutto se, mentre sei concentrato nel guidare senza ucciderti, hai altri piloti davanti, dietro e di fianco pronti a superarti o a buttarti fuori per vincere.
Il caos regna sovrano in queste gare per la gioia dei carrozzieri e dei meccanici che avranno del lavoro da svolgere per sistemare le auto dopo gli innumerevoli incidenti.

“Ma, esattamente, cosa sto guardando?”
Credo che questa sia la reazione più comune durante la visione delle immagini relative all’evento. Lasciate perdere strategie, pitstop, scelta delle gomme, tentativi di sorpasso e giri veloci tipici della Formula 1, questa è più una gara in stile Wacky Races senza esclusione di colpi e senza regole.


(Non è degno di un commento questo tipico intermezzo tra le gare…)

Andiamo a vedere alcune fasi salienti delle gare.

Le partenze
Come in tutte le competizioni motoristiche, la partenza è uno dei momenti cruciali. Chi parte in pole position cerca di scattare bene allo spegnimento del semaforo per poter difendere la prima posizione dall’attacco degli avversari, i quali dovranno non solo cercare di guadagnare delle posizioni ma dovranno pure fare attenzione a non perderle. In queste gare invece la partenza è solo l’inizio della tortura per i piloti o del divertimento per il pubblico.


In questo caso la partenza sarebbe anche tranquilla, almeno nei primi momenti, se non fosse per alcuni piloti che evidentemente hanno fallito l’alcol test ma si sono comunque schierati in griglia di partenza. I primi tentativi di sorpasso o di approccio a traiettorie diverse si risolvono in contatti e grovigli di auto sull’erba.


Il primo dettaglio che si può notare dalla ripresa del cameraman – posizionato su un’automobile che si muove nel normale senso di marcia qualche metro avanti ai concorrenti – è il fatto che la vettura arancione in seconda posizione si trovi, pochi istanti dopo la partenza, con la portiera aperta (un problema che potrebbe danneggiare l’assetto “aerodinamico” della vettura, rendendo ulteriormente complicato il controllo del mezzo).
Il momento di interesse è però il tentativo folle di sorpasso della macchina multicolore che, nella foga di recuperare posizioni dopo una partenza infelice, decide di tagliare la curva sfruttando l’erba al suo interno. La manovra si conclude con l’effettivo passaggio in prima posizione però seguito da un ribaltamento e da un successivo riposizionamento inspiegabile dell’auto.

Le “normali” fasi di gara

Il progetto iniziale del numero #90 era superare tre avversari, il risultato non è esattamente quello che il pilota sperava…


Come citato prima, non ci sono regole o limiti alla fantasia e all’ingegno dei piloti, sempre se si può chiamare “ingegno” e se si possono definire “piloti” coloro che partecipano a queste competizioni.
Durante la gara si cerca un qualunque modo per sopravanzare l’avversario: in questo caso due piloti, utilizzano una scorciatoia tagliando la curva con un passaggio sull’erba. Fantastica la nonchalanche con cui il numero #36 opta per strade alternative, tanto da catturare l’attenzione del cameraman a bordo pista.
Posso immaginare il pilota sorridere e canticchiare dentro l’auto mentre sorpassa gli altri piloti in maniera tutt’altro che consona al regolamento…sempre che esista un regolamento per queste gare.


C’è un motivo per cui non bisogna fidarsi degli avversari e il pilota sull’auto #248 lo scopre in un instante. Infatti viene centrato da un altro pilota (in difficoltà dopo una sbandata improvvisa) mentre viaggiava su una traiettoria esterna per evitare guai.
La sua corsa finisce sfondando un muro di balle di fieno e colpendo il guard-rail.


Classico tentativo di sorpasso finito male. Il numero #40 tenta un sorpasso cercando di spostare l’avversario ma finisce la sua corsa sottosopra.

Gli arrivi al traguardo

Sembra un normale e tranquillo arrivo al traguardo, inizialmente non si vedono sbandate o traiettorie strane. Addirittura queste sequenze mostrano un sorpasso avvenuto nel rettilineo finale che determina un arrivo in solitaria. Ma dato che la banalità non è di casa, il pilota vincitore decide di terminare la sua corsa demolendo la vettura contro il guard-rail di protezione. Un finale “d’impatto”.


Per proseguire sulla falsariga del finale precedente, ecco il resto del gruppo che giunge al traguardo in maniera sobria e ordinata.

Per concludere questo strano e pazzo viaggio alla scoperta di questo tipo di gare, ecco un arrivo al traguardo di una gara disputata sul circuito di Valkenswaard.
Forse in questo caso la situazione è sfuggita di mano. Non una scelta molto intelligente quella di aggiungere una rampa per i salti sul rettilineo d’arrivo…

Published in Motorsport