Skip to content →

Quando Fabián O’Neill fece impazzire Gennaro Gattuso

Foto: César Fútbol Total/Il Rookie

Fabián O’Neill è stato uno dei miei primi calciatori preferiti insieme a Ronaldo e a Roberto Carlos. Probabilmente la scelta non ha avuto niente di razionale, come spesso accade in questi casi. A maggior ragione se si parla dei primi anni di vita. Secondo diversi studi non si può definire con certezza l’età in cui i bambini iniziano a conservare i primi ricordi nella memoria. Alcuni dicono che si inizia a ricordare a tre anni, altri dicono addirittura prima, verso i due anni. Io, ad esempio, non riesco a ricordare nulla precedente ai tre anni.

Per Fabián O’Neill ho un’immagine in testa che certifica il mio primo ricordo. Lui di spalle con la maglia rossoblu oversized numero 10 del Cagliari, i calzettoni bassi e il pallone incollato al piede. Sullo sfondo, il vecchio Sant’Elia in una giornata soleggiata. La cornice di quest’immagine è una puntata di 90° Minuto del 1998.

Il mio cervello conserva alcune istantanee ma non sono collegate tra loro. Non derivano da un’unica partita. In realtà, non ricordo di aver visto a tre o quattro anni d’età una partita nella sua interezza. Nel corso degli anni ho recuperato ciò che mi mancava. Ho completato i vari puzzle ideali che necessitavano dei pezzi mancanti per avere una visione completa dell’immagine finale. Ma manca sempre qualcosa. Non si è mai visto abbastanza. Ed è così che qualche giorno fa, mentre leggevo un pezzo di Nicola Muscas per Rivista Undici dedicato al rapporto tra Cagliari e l’Uruguay, mi è arrivato un assist improvviso da trequartista sudamericano. Sono venuto a conoscenza di un evento che ignoravo ma che sicuramente mi sarebbe interessato. Non c’è stato bisogno che il cervello decriptasse ciò che stavo leggendo, ho cliccato immediatamente sul link contenuto in quel testo.

El Mago all’opera
9 maggio 1999. Stadio Sant’Elia, Cagliari.
Cagliari – Salernitana. 32ª giornata della Serie A 1998/1999.
Il Cagliari vince in rimonta 3-1. Al 26° la Salernitana passa in vantaggio con Di Vaio. Il Cagliari pareggia al 36° con il gol di Mboma. Poi passa in vantaggio al 68° grazie al gol di Berretta, seguito dal raddoppio dello stesso Berretta al 90°.

E Fabián O’Neill? L’uruguaiano, come sempre, ha disegnato calcio raccordando centrocampo e attacco con i propri ritmi, come fa ogni buon enganche sudamericano. Ha mandato in porta Mboma per il gol del pareggio del Cagliari con un assist visionario. Poi ha deciso di scherzare con Gattuso. Umiliandolo. Esistono tantissimi modi per umiliare un avversario nel calcio e il tunnel è probabilmente quello più iconico. E se un tunnel può essere umiliante, figuriamoci più di uno nella stessa partita. Fabián O’Neill è un tipo generoso. Gioca per servire i compagni e non si mette problemi a regalare qualcosa di suo agli altri, che siano compagni, avversari o tifosi. In quest’occasione ha deciso di regalare alcuni tunnel a Gattuso, che non penso li abbia apprezzati.

In teoria, il sistema di marcature proposto dall’allenatore della Salernitana Oddo non prevedeva che fosse Gattuso a marcare O’Neill. Quest’ultimo, però, si muoveva a piacimento sul campo, cambiando ruolo a seconda della necessità, senza variare i propri compiti. Mezzala, trequartista, ala, seconda punta. O’Neill poteva giocare durante una partita in ciascuna di queste posizioni senza snaturarsi. Ciò significava che anche Gattuso doveva controllare cosa facesse O’Neill. L’uruguaiano sapeva di essere nel radar del centrocampista italiano e, soprattutto, lo conosceva. L’aveva già affrontato in quella stagione nella partita del girone d’andata a Salerno e, inoltre, aveva parlato con gli altri suoi connazionali che giocavano in Serie A. Gattuso avrebbe fatto qualunque cosa pur di rubargli il pallone, O’Neill avrebbe fatto di tutto per nasconderglielo. E così fece.

Macellari lancia lungo per O’Neill che si trova a centrocampo, spostato sulla fascia sinistra. L’uruguaiano controlla in sequenza prima col petto e poi con la coscia destra, poi con una finta di corpo sterza verso sinistra tagliando fuori Fresi. Accarezza il pallone col destro nei pressi della linea del fallo laterale, evita l’intervento di Bolic e decide di rientrare in mezzo al campo. Di fronte a lui arriva Gattuso ed è pronto a intervenire per portargli via il pallone. Ma non si affronta un giocatore tecnico con le gambe aperte perchè può metterti in imbarazzo in un battito di ciglia. O’Neill sapeva già cosa fare: finta di tiro e tunnel. Gattuso non può far altro che stenderlo.

Il contatore di tunnel di Fabián O’Neill non sembrava volersi fermare.
Il numero 10 rossoblu riceve un suggerimento in verticale ma il suo corpo è orientato verso la linea laterale, quasi di spalle alla porta avversaria. Vede arrivare il pallone e decide di farlo scorrere, aspettando l’intervento di un avversario. E chi è che arriva a tutta velocità per intercettare quel pallone? Proprio Gennaro Gattuso, che però non ha ancora imparato la lezione precedente. Affronta O’Neill a gambe aperte con la postura meno adatta possibile alla situazione, finendo gambe all’aria. L’uruguaiano gli ha appena fatto passare la palla in mezzo alle gambe e, mentre Gattuso si prepara a rialzarsi, ha già fatto partire un tiro velleitario dalla lunga distanza che verrà respinto dalla difesa avversaria. Siamo a due tunnel, Gattuso inizia a dare segni di squilibrio.

Passiamo al secondo tempo. Fabián O’Neill riceve un altro pallone spalle alla porta, questa volta proveniente da un rilancio a casaccio della propria difesa. E come se fosse la cosa più semplice del mondo, in meno di due secondi, ammortizza il pallone volante, lo controlla e contemporaneamente si inventa un tunnel dal nulla sull’accorrente Gattuso, che viene scherzato per l’ennesima volta. Per non farsi mancare niente, il trequartista uruguaiano cerca un’apertura alla cieca per un compagno ma il pallone è facile preda della difesa avversaria. Una giocata di questo tipo sarebbe stata forse troppo, anche per O’Neill. Gattuso, nel frattempo, è indeciso: vendicarsi, asportando una gamba all’avversario o pensare a organizzare le prime pratiche per cambiare identità? La storia ci dirà che “Ringhio” saprà riprendersi alla grandissima da questa umiliazione.

Io, intanto, aggiungo un’altra istantanea all’insieme contenuto nel mio cervello. Anche stavolta c’è Fabián O’Neill con la maglia rossoblu numero 10 in una giornata soleggiata ma in questa occasione ha appena mandato al manicomio Gennaro Gattuso a colpi di tunnel inaspettati.

Published in Calcio