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Nike e il suo “Secret Tournament”: un’analisi semi-seria

Foto: YouTube

I Mondiali sono iniziati da qualche giorno e, come avviene per ogni edizione, gli spot pubblicitari dei principali brand sportivi sono una delle tante forme di interesse e di promozione in vista della competizione.

Torniamo indietro al 2001, Nike progetta una campagna pubblicitaria per i Mondiali di calcio del 2002 in Corea del Sud e in Giappone. Il budget stanziato è di circa 100 milioni di dollari, i due creativi al comando sono l’art director Frank Hahn e il copywriter Tim Wolfe. Lo spot è diretto dal regista Terry Gilliam con il contributo di Nicola Pecorini alla fotografia e di Stefano Maria Ortolani alla scenografia. Il risultato di questa collaborazione è un fantastico spot pubblicitario girato all’interno di una nave cargo con un’atmosfera molto particolare: l’ambientazione è claustrofobica, c’è pochissima luce artificiale e sono presenti numerosi elementi metallici a caratterizzare l’ambiente. La struttura è forse l’elemento principale perchè non contraddistingue solo l’ambientazione ma anche l’azione in campo.
La gabbia metallica è la caratteristica fondamentale che rende tutto speciale.

L’idea dietro lo spot
L’idea è quella di prendere 24 tra i principali calciatori all’epoca sponsorizzati da Nike, creare 8 squadre da 3 giocatori ciascuno e dar vita a un torneo ad eliminazione diretta all’interno della struttura metallica. 3 contro 3. Chi segna prima, vince. Chi perde va a casa.
Stefan Olander – direttore della comunicazione di Nike Europe – spiegò così la scelta degli atleti: «Questi giocatori sono la personificazione di tutto ciò che il calcio rappresenta per Nike. Sono creativi, eccitanti e innovativi quando si tratta di trovare il singolo tocco necessario per segnare un gol e vincere una partita, ma rappresentano anche la spontaneità, la gioia e l’abilità del gioco, e speriamo che tutte quelle caratteristiche escano in Secret Tournament

Le squadre

Cerberus è il nome scelto per questa squadra. Nella mitologia greca era il nome del mostro a tre teste che faceva da guardiano all’ingresso degli inferi, regno del dio Ade. Dunque una figura spaventosa e molto difficile da superare.
Per cercare di ricreare le caratteristiche di questo personaggio nella squadra, gli atleti scelti sono Lilian Thuram, Edgar Davids e Sylvain Wiltord.
Si tratta di una formazione molto equilibrata: un difensore (Thuram), un centrocampista (Davids) e un attaccante (Wiltord). Tutti e tre agili, potenti ed esplosivi.


L’Equipo Del Fuego è formato da Gaizka Mendieta, Claudio López e da Hernan Crespo. Dovrebbe essere una squadra molto affiatata, in quanto si tratta di tre giocatori all’epoca compagni alla Lazio. Abbiamo Mendieta, uno dei centrocampisti più forti in Europa in quegli anni (rivelatosi poi un bluff dopo l’esperienza italiana), Claudio López, attaccante rapido e sgusciante e, infine, Hernan Crespo, uno dei centravanti più forti di sempre, molto abile nel gioco aereo e dotato di grande fiuto per il gol.


Il nome merita un applauso per la creatività. Abbiamo il riferimento a The Rockafeller Skank di Fatboy Slim (e alla famosa espressione contenuta nel ritornello “Funk soul brothers”), canzone presente anche in FIFA 99 e caratterizzata dalla ripetizione di due frasi. La ripetitività è anche la caratteristica che descrive al meglio le azioni spesso inutili di Denilson mentre il “funk” contenuto nel nome potrebbe descrivere altrettanto bene lo stile creativo e ritmato tipico del futebol bailado di Ronaldinho. La presenza in squadra di Seol Ki-Hyeon è giustificata solamente dall’esigenza di creare un gioco di parole, unendo il suo nome con il “soul” presente nella canzone.
Una squadra votata all’attacco, con la presenza dei due attaccanti giocolieri brasiliani (che avrebbero bisogno di un pallone ciascuno per giocare bene) e del centravanti sudcoreano che sembra un pesce fuor d’acqua, totalmente inadatto allo stile del torneo.


Una delle formazioni più accreditate alla vittoria nel torneo. Roberto Carlos in difesa offre un minimo di attenzione difensiva e tiri dalla distanza, Figo svaria per il campo gestendo il pallone e dribblando tutto ciò che si trova davanti a lui mentre Ronaldo è il Fenomeno, non ci sono altre parole per descriverlo.


Altro nome fantastico, ispirato al famoso film di Brian De Palma.
La squadra vede la presenza di due centrocampisti e di un attaccante: Patrick Vieira è il centrocampista con compiti difensivi ma in realtà è un dominatore totale sul campo, uno dei migliori giocatori della sua generazione. Paul Scholes è l’altro centrocampista, classico esempio di centrocampista box-to-box molto adatto ai ritmi serrati e ai ribaltamenti d’azione tipici di queste sfide. Lo possiamo vedere salvare un gol già fatto, impostare l’azione e pochi secondi dopo concluderla, segnando dopo un inserimento a tutta velocità. Ruud Van Nistelrooy è l’attaccante, uno dei migliori centravanti di sempre, capace di segnare in ogni modo con un’efficacia sbalorditiva.


Il nome è particolarmente adatto ai calciatori che compongono questa squadra. Abbiamo Luis Enrique e Freddie Ljungberg, due centrocampisti abili sia al centro del campo che sull’esterno, dei tuttofare in grado di rendersi utili in ogni porzione di campo e poi abbiamo l’attaccante: El conejo Javier Saviola, un concentrato di fantasia, rapidità e senso del gol. Tutti e tre si muovono all’impazzata per il campo alla ricerca del pallone come un toro che vede rosso di fronte a sé.


Il nome evidentemente è stato scelto per via dell’esperienza italiana dei tre componenti. C’è chi è durato poco tempo in Italia come Thierry Henry, chi ci ha trascorso anni importanti della propria carriera come Hidetoshi Nakata e c’è chi, invece, in Italia è diventato una leggenda come Francesco Totti.
Questa è una squadra molto elegante e tecnica: un centrocampista molto tecnico e abile nel segnare come Nakata, un attaccante di fantasia e di manovra come Totti e uno dei goleador più prolifici, abili ed esteticamente appaganti da vedere come Henry.


Il quantitativo di fantasia utilizzato per il nome di questa compagine è alquanto imbarazzante. Peccato perché la squadra è abbastanza particolare. Due difensori centrali come Rio Ferdinand e il fenomenale Fabio Cannavaro e un centrocampista creativo ed elegante (anche sfortunatissimo), l’emblema del “calciatore di cristallo” Tomas Rosicky. Se da un punto di vista prettamente difensivo si tratta della formazione migliore del torneo, dal punto punto di vista offensivo è forse la peggiore visto che le responsabilità in fase d’attacco ricadono unicamente sulle spalle di Rosicky, molto più abile nella creazione del gioco e nell’assist che nella realizzazione delle reti.

Gli incontri

La versione del video scelta è quella estesa, leggermente diversa rispetto al famoso spot perché mostra i momenti migliori di ogni incontro.

Eric Cantona è il padrone di casa e arbitro del torneo. Si aggira sopra la gabbia per osservare meglio ciò che avviene sul campo ed è sempre pronto a commentare le azioni o a rimproverare i giocatori. Sulle note della versione remixata da Junkie XL di A Little Less Conversation di Elvis Presley ha inizio il torneo.

Equipo Del Fuego vs Tutto Bene
Il pallone lanciato da Cantona arriva dal tetto della gabbia e viene controllato da Crespo. Fase di possesso palla per l’Equipo Del Fuego mentre i Tutto Bene cercano di sfruttare ogni possibile errore degli avversari. L’azione è confusa e tutt’altro che interessante. Cantona, infastidito, si sbraccia dall’alto.
Su un’azione iniziata e conclusa da Claudio Lopez abbiamo il primo tiro in porta che si stampa sulla traversa. Sul ribaltamento dell’azione, Mendieta recupera palla in scivolata, con un gioco di gambe supera Ferdinand e con un tiro in controtempo segna la rete della vittoria per la sua squadra. Cantona allarga le braccia, non accettando le lamentele dei Tutto Bene mentre l’Equipo Del Fuego si esibisce in un’esultanza non molto comprensibile.
L’Equipo Del Fuego passa alle semifinali mentre i Tutto Bene vengono eliminati.

Funk Seoul Brothers vs Os Tornados
Il primo pallone viene controllato con la nuca da Ronaldinho e passato immediatamente a Denilson, il quale lo controlla di tacco. Da questi primi secondi si è già capito che il loro compagno Seol non toccherà mai il pallone in questo torneo.
Sul rilancio di Figo il pallone viene catturato davanti alla porta da Denilson che, con la sua proverbiale simpatia, sfida gli avversari a prenderlo. Si mette a danzare sulla palla facendo impazzire Ronaldo e Roberto Carlos in pressing su di lui. Denilson è come un’artista e dunque suscita delle emozioni e dei sentimenti su chi lo guarda all’opera, in questo caso i suoi due connazionali avversari sono pervasi da un sentimento di rabbia nei suoi confronti e vorrebbero immediatamente asportargli una gamba con un calcione dopo l’ennesimo suo dribbling.

Fasi di gioco abbastanza fastidiose e inutili con controlli di spalla casuali e trick inutili (e inspiegabili) di Denilson. Scene di violenza imbarazzanti tra Ronaldinho e Ronaldo, oltre a simulazioni da censura, rendono patetici questi momenti.
Cantona dall’alto inizia a pensare di mandarli a quel paese, visto il loro atteggiamento.
Dopo una serie di azioni degne di nota da parte delle due squadre, tra cui un tentativo in solitaria di Ronaldinho conclusosi con un tiro finito sul palo della porta, ecco l’azione decisiva. Bel dribbling di Ronaldo che salta secco Ronaldinho, pallone a Roberto Carlos che chiede e ottiene l’uno-due da un compagno e fantastico scorpione dalla lunga distanza che si deposita in rete. Gol più bello del torneo? Forse sì.

Cantona apprezza parecchio ed esulta sopra la gabbia. Finalmente un’azione degna del torneo.
Gli Os Tornados esultano e accedono alle semifinali mentre i Funk Seoul Brothers sono eliminati. Ronaldinho e Denilson si abbracciano per rincuorarsi mentre non abbiamo notizie di Seol, non si è visto in azione e inizio a dubitare anche della sua reale esistenza nel torneo. Non vorrei che i Funk Seoul Brothers avessero giocato inferiorità numerica e, dunque, perso per questo motivo.

Toros Locos vs Cerberus
Eric Cantona inizia a dare i primi segni di squilibrio mentale, lo si può notare da come chiude il portone di ingresso alla gabbia.
Le prime fasi di gioco vedono i Toros Locos in controllo della palla: Saviola salta Davids con un tunnel e appoggia il pallone a Ljungberg. I Cerberus recuperano palla e Davids dà indicazioni ai suoi di avanzare, il tentativo viene vanificato dal recupero di Saviola che di tacco passa il pallone Ljungberg, lo svedese prova senza successo a saltare Thuram, il francese recupera palla e con un controllo di spalla si invola verso la porta avversaria.
Palla buttata volontariamente contro la parte superiore della porta per evitare la scivolata di Luis Enrique e colpo di testa in tuffo sul rimbalzo del pallone per depositarlo in rete.
Gol vittoria per i Cerberus annunciato da Cantona e Toros Locos eliminati.

Triple Espresso vs The Onetouchables
Il pallone viene inizialmente gestito dagli Onetouchables che provano a calciare subito verso la porta avversaria. Palla che vaga da una parte all’altra del campo e finisce tra i piedi di Nakata che cerca immediatamente la porta con un colpo volante di esterno destro, Vieira salva in scivolata davanti alla porta. Sul rilancio il pallone finisce a Van Nistelrooy che, dopo aver saltato Totti, cerca di segnare dalla distanza ma il pallone finisce sul palo. Tentativo di risposta dei Triple Espresso con la botta di Totti ma la palla si stampa sulla traversa. Successivamente un tentativo di ripartenza dei Triple Espresso viene chiuso in recupero da Vieira. Cantona commenta l’azione con gesti tutt’altro che esplicativi.

Eccoci all’azione decisiva: Totti col mancino in profondità pesca Nakata, che controlla il pallone con un gioco di gambe e propone un passaggio di sponda, sfruttando le pareti della gabbia. Arriva da dietro Totti che, davanti alla porta, colpisce il pallone al volo in semirovesciata dopo la sponda e lo deposita in rete.
Cantona esulta in giravolta col suo bastone da lord.
I Triple Espresso avanzano alle semifinali mentre gli Onetouchables vengono eliminati, dovendo subire anche il saluto schifato del padrone di casa.

Semifinale: Equipo Del Fuego vs Os Tornados
Pallone catturato da Figo che lo gestisce in mezzo agli avversari. Sul passaggio sbagliato del portoghese per Roberto Carlos, il terzino brasiliano si fa ingannare dalla finta e dal dribbling di Claudio Lopez, che lo salta sfruttando la sponda offertagli dalla parete. Gli Os Tornados recuperano palla con Ronaldo, il brasiliano difende il pallone e parte in velocità, superando Claudio Lopez dopo l’uno-due tra sè e la gabbia. Poco dopo tenta il tiro ma Claudio Lopez salva tutto in scivolata davanti alla propria porta. La palla si alza dopo il tocco dello spagnolo e viene conquistata da un Roberto Carlos in trance agonistica: sombrero sul non irreprensibile Claudio Lopez, controllo in palleggio e mina al volo clamorosa che va a finire di molto sopra la porta.
Il brasiliano si rende conto in ritardo della sua azione inspiegabile.

Fase di gestione del pallone da parte dei Tornados con Roberto Carlos e Figo che gestiscono il pallone portando a spasso gli avversari. Dopo un gioco di gambe, Figo con un tunnel di tacco passa il pallone a Roberto Carlos che spara un siluro senza senso contro la gabbia. Il pallone viene catturato dalla coscia di Ronaldo col sostegno della parete, passaggio al volo per Roberto Carlos che smorza il pallone con il fondoschiena e con l’esterno sinistro serve Figo: dribbling stilosissimo a eludere l’intervento in scivolata di Mendieta e stupendo colpo di tacco di controbalzo con pallone che si infila in rete, nonostante il tentativo disperato di salvataggio di Claudio Lopez.

Cantona si compiace di ciò che ha appena visto e si muove soddisfatto (armato di bastone) sopra la gabbia.
Crespo si dispera e cerca di addossare tutte le colpe a Claudio Lopez, nonostante quest’ultimo sia stato l’unico a cercare di salvare la rete. Ronaldo se la ride, non avendo capito il perchè della sfuriata del Valdanito mentre Roberto Carlos e Figo festeggiano la vittoria con un’esultanza abbastanza brutta.

Semifinale: Triple Espresso vs Cerberus
Cantona è ufficialmente impazzito: dà un calcio al meccanismo che chiude il portone di ingresso alla gabbia e si muove come uno schermidore sulla sommità della gabbia.

Il pallone lanciato dall’alto viene colpito al volo da Davids che lo spedisce in avanti per un compagno. Il pallone finisce tra i piedi di Thuram che passa nuovamente la sfera a Davids. L’olandese si avventura in una serie di dribbling ma viene accerchiato dagli avversari che gli portano via il pallone. Dopo una confusa serie di scambi tra le due squadre, Davids decide di appendersi alla rete mentre Thuram salva un tentativo di conclusione dalla distanza di Totti.
Il padrone di casa non approva l’azione di Davids e lo rimprovera come farebbe un padre violento nei confronti del figlio: sguardo severo e bastonata sulle dita.

Ribaltamento dell’azione da parte dei Triple Espresso che si conclude col recupero del pallone da parte di Davids. L’olandese decide di far impazzire gli avversari cercando di dribblarli ma perde palla e neanche il suo successivo tentativo di contropiede va a buon fine perchè viene fermato da Henry.
Il francese con un dribbling salta l’avversario e parte in accelerazione: pallone lanciato contro la parete per effettuare un passaggio diretto per Nakata, controllo di petto del giapponese e colpo di tacco meraviglioso in no-look. Palla che finisce in rete e Triple Espresso in finale.
Cantona recupera al volo il suo bastone dopo aver visto questo splendido gol.

Finale: Triple Espresso vs Os Tornados
L’atto finale. La tensione si fa sentire e si nota nei volti dei giocatori. Roberto Carlos tenta senza successo di spaventare Nakata con una finta da bulletto, il brasiliano indietreggia e fa cenno di “tenerlo d’occhio”.
Henry nota l’indietreggiamento degli avversari e suggerisce qualcosa a Totti, l’italiano capisce e si inginocchia mentre Ronaldo guarda perplesso ciò che avviene in quegli istanti.

Pallone che arriva dall’alto e si può iniziare. Finalmente capiamo qual era lo schema suggerito da Henry. Il francese, dopo una breve rincorsa, sfrutta l’appoggio di Totti, che inginocchiato finge di legarsi gli scarpini, entrando in possesso del pallone in anticipo rispetto agli avversari. Colpo di testa a mezz’aria dalla lunga distanza che prende alla sprovvista gli Os Tornados, Roberto Carlos cerca disperatamente di allungarsi nel tentativo di evitare il gol con un colpo di tacco ma non ci riesce, pallone in rete e vittoria per i Triple Espresso.

Finale perfetto e rete simbolo di questo torneo perchè racchiude tutte le caratteristiche proposte da questo spot. Figo si lamenta mentre Cantona se la ride dall’alto, consapevole di aver visto un finale breve ma intenso, azzeccatissimo a questo tipo di partite dove la velocità di pensiero e la creatività sono i sovrani assoluti.

Con il “Respect” finale di Eric Cantona si conclude questo iconico spot, non prima di aver “mandato a casa” gli sconfitti (parte presente nella versione più famosa dello spot mandata in televisione).

Published in Calcio