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La streak che segna una rivoluzione: vol.2

Foto: WWE

Nel wrestling americano solo tre performer possono dire di essere stati protagonisti di streak di vittorie leggendarie: Goldberg, The Undertaker, e ora Asuka. Una striscia di vittorie iniziata 7 ottobre 2015 e terminata l’8 aprile 2018, per un totale di 914 giorni di imbattibilità.

In questo spazio analizzeremo i dieci match che meglio rappresentano i successi raggiunti da Asuka durante questo regno, affrontandoli per ordine cronologico.

1) Asuka vs Dana Brooke (NXT TakeOver: Respect)

Asuka debutta ad NXT durante TakeOver: Respect, uno degli ultimi pay-per-view ospitati dalla casa storica dello show, la Full Sail University di Winter Park.

L’entrata in scena della così soprannominata Empress of Tomorrow diventa subito iconica. Accompagnata dalla theme song dei CFO$, “The Future“, la wrestler da Osaka percorre la rampa verso il ring indossando abiti sgargianti e la tradizionale maschera noh.

Ad attenderla sul ring Dana Brooke, una modesta avversaria utile a dare ai fan un assaggio del moveset della striker. Il match si conclude nel giro di cinque minuti per sottomissione tramite Asuka Lock (Crossface chickenwing seguita da un bodyscissors).

Spot of the match:

 

 

 

 

 

 

2) Asuka vs Bayley (NXT TakeOver: Dallas)

Se durante il suo debutto Urai ha dimostrato di essere in grado di riuscire a mettere in scena un buon match con una collega non particolarmente abile come Dana Brooke, nel suo primo match per il titolo con Bayley inizia a mostrare il suo vero potenziale.

Il match è veloce, prese e sottomissioni si alternano a momenti di hard-hitting degni di Shinsuke Nakamura, il King of Strong Style giapponese, quella stessa notte al debutto in NXT.

Bayley onora l’NXT Women’s Championship con una prestazione più che convincente che le vale le lodi del pubblico, ma a vincere è l’imperatrice del domani per KO tecnico via Asuka Lock.

Così inizia il lungo regno da campionessa per Asuka, la prima campionessa asiatica nella storia del titolo.

Spot of the match:

 

 

 

 

 

 

3) Asuka vs Nikki Cross (NXT)

Con lo show trasmesso il 28 giugno del 2017, NXT continua a dimostrare di essere il brand locomotiva della Women’s Revolution, mettendo in scena il primo Last Woman Standing match nella storia della WWE.

Se non avete mai visto un match di Asuka, o un match di NXT in generale, potete iniziare con questo senza timore di rimaner delusi. Si tratta del più cruento match femminile mai eseguito in WWE, con entrambe le wrestler pronte a utilizzare qualsiasi oggetto a disposizione (dalle scale ai bidoni della spazzatura) come armi improprie pur di aggiudicarsi l’NXT Women’s Championship

Nonostante gli sforzi della scozzese, alla fine è Asuka a battere il conteggio dell’arbitro, proseguendo il suo regno da record come campionessa e portando avanti la sua streak.

Spot of the match:

 

 

 

 

 

 

 

4) Asuka vs Ember Moon (NXT TakeOver: Brooklyn III)

Il terzo NXT TakeOver ospitato dal Barclays Center di Brooklyn verrà ricordato soprattutto per esser stato l’ultimo evento NXT di Asuka. E l’atleta giapponese non poteva salutare i propri fan in maniera migliore: quella sera è stato messo in scena il miglior single match femminile nella storia della WWE.

Si tratta della seconda opportunità per il titolo per Ember Moon, la prima sfumata sempre contro Asuka pochi mesi prima a Orlando.

Il match è stato costruito intorno all’imbattibilità della finisher di Ember, l’Eclipse (Diving corkscrew stunner). Durante l’incontro Ember tenta a più riprese di mettere a segno la sua finisher, mentre Asuka prende di mira il suo braccio sinistro con calci e mosse di sottomissione.

È dunque comprensibile lo stupore del pubblico quando Ember, dopo essere finalmente riuscita a connettere l’Eclipse, non riesce comunque a schienare la campionessa.

Asuka approfitta dello shock della texana per chiudere l’Asuka Lock e vincere, ancora una volta per sottomissione.

Nel successivo episodio di NXT Asuka rinuncia da imbattuta al titolo, così da poter approdare a Raw. Si chiude così il più lungo regno della storia moderna della WWE (il settimo in generale), durato ben 510 giorni.

Spot of the match:

 

 

 

 

 

 

5) Asuka vs Emma (TLC: Tables, Ladders & Chairs)

Asuka debutta a Raw nel pay-per-view TLC, sfidando Emma dopo i loro trascorsi ad NXT. Contrariamente a quanto pronosticato da molti il match non viene dominato dalla debuttante: Emma riesce a ribattere colpo su colpo contrastando la tecnica di Asuka con attacchi meno convenzionali.

Il risultato finale è invece esattamente quello che tutti avevano previsto: Asuka Lock ed ennesima vittoria per sottomissione.

Da sottolineare soprattutto la meravigliosa accoglienza da parte del pubblico, entusiasta per il successo della Women’s Revolution e incantato dallo stile unico di Asuka.

Spot of the match:

 

 

 

 

 

 

6) 5-on-5 Traditional Survivor Series Elimination Match (Survivor Series)

La streak di Asuka non è stata costruita esclusivamente su match 1 vs 1. Al contrario la giapponese ha più volte dimostrato di riuscire a raggiungere la vittoria anche in match che coinvolgono più partecipanti. L’esempio lampante è il tradizionale match a squadre di Survivor Series, il primo Big Four (così sono detti i quattro principali pay-per-view della WWE) al quale prende parte.

Arruolata tra le fila del Team Raw insieme a Bayley, Nia Jax, Alicia Fox e Sasha Banks, affronta le atlete del Team SmackDown Live (Becky Lynch, Carmella, Naomi, Natalya e Tamina).

Pur dimostrando di saper fare gioco di squadra, nel finale si vede costretta a fare affidamento solo sul proprio strapotere da single competitor. Nel finale rimane infatti sola a dover fronteggiare le superstiti della squadra blu, Natalya e Tamina. Per un buon lasso di tempo le due sfruttano al meglio la loro superiorità numerica su Asuka, che poco prima aveva già eliminato Carmella.

Nei minuti finali viene esaltata la resistenza della sopravvissuta della squadra rossa, che subisce a lungo senza riuscire a contrattaccare con forza. Ma bastano pochi istanti a ribaltare le sorti del match: prima elimina Tamina sottomettendola con un Cross Armbreaker, poi Natalya con l’Asuka Lock.

L’imperatrice del domani può ora aggiungere “Sole Survivor” al proprio elenco di conquiste.

Spot of the match:

 

 

 

 

 

 

7) 30-Woman Royal Rumble Match (Royal Rumble)

La prova definitiva del successo della Women’s Revolution arriva il 18 dicembre del 2017, quando a Raw Stephanie McMahon annuncia la programmazione del primo Royal Rumble match femminile della storia. Prima Royal Rumble femminile vinta, è quasi superfluo sottolinearlo, da Asuka.

Al match hanno partecipato molte (forse troppe) atlete del passato recente della WWE (Lita, Trish Stratus, Torrie Wilson e Molly Holly tra le tante), lasciando però la gloria soprattutto alle performer che segneranno il futuro della compagnia, con le presenze da NXT di Kairi Sane, ex stella della Stardom, e Ember Moon (eliminata proprio da Asuka).

Nel finale Asuka elimina Nikki Bella per aggiudicarsi la vittoria. Si tratta di un finale simbolico, che segna la fine dell’era delle Dive, rappresentate da Nikki Bella, e l’inizio dell’era delle Women Wrestlers.

Spot of the match:

 

 

 

 

 

 

 

 

8) Asuka vs Sasha Banks (Raw)

Si può dibattere molto poco in merito: il match tra Asuka e Sasha Banks andato in onda nella puntata di Raw del 29 gennaio è il miglior match femminile nella storia dello show principale della promozione statunitense.

In soli dieci minuti le due performer riescono a condensare numerosi spot memorabili, hard hitting, mosse ad alto rischio e sottomissioni fluide. Il match si conclude con Asuka che riesce a neutralizzare la Bank Statement (Bridging crossface) di Sasha con la sua Asuka Lock, che le vale la vittoria via sottomissione.

Questo match, così come altri nel post Royal Rumble, consolida la posizione di dominio di Asuka in una divisione in fermento per l’arrivo in WWE della leggenda UFC Ronda “Rowdy” Rousey.

Spot of the match:

 

 

 

 

 

 

 

9) Asuka vs Nia Jax (Raw)

Nella puntata del 5 marzo 2018 di Raw un match mette in evidenza il potere del wrestling di raccontare una storia interamente sul ring, senza bisogno di particolari preamboli. A sfidarsi Asuka e Nia Jax, due atlete dai numerosi trascorsi sia a Raw che ad NXT. Si tratta di una sfida tra forza bruta e tecnica, ma che diventa presto uno scontro di determinazione.

Dopo aver subito le offensive della statunitense senza quasi riuscire a ribattere, Asuka riesce a chiudere una Cross Armbreaker sul braccio destro di Jax. Per quasi due interi minuti il match diventa dunque uno scontro tra la volontà di Asuka di sottomettere Nia Jax, e la volontà di Nia Jax di mandare KO Asuka colpendola in ogni modo consentito. Infine Nia deve arrendersi ancora una volta davanti alla giapponese, consegnandole la vittoria per sottomissione.

Spot of the match:

 

 

 

 

 

 

 

 

10) Asuka vs Charlotte (WrestleMania 34)

Ormai è cosa nota che WrestleMania non è uno show destinato ai fan hardcore: nonostante il pay-per-view più noto della compagnia duri una quantità spropositata di ore, il minutaggio concesso ai singoli match continua a calare di anno in anno.

Nonostante questo nell’edizione del 2018 del pay-per-view un match è riuscito a brillare, il match che ha segnato la fine della più gloriosa striscia di vittorie nella storia del wrestling.

La posta in palio è il WWE SmackDown Women’s Championship, a contenderselo la campionessa Charlotte e la fino a quel momento imbattuta Asuka. Gli spot di cui parlare sarebbero infiniti, nonostante il match in sé duri solamente 13 minuti: si potrebbe dedicare tantissimo spazio a discutere del Moonsault di Charlotte trasformato da Asuka in un Triangle Choke Hold, o della Figure-Eight eseguita con un braccio solo che è valsa la vittoria per sottomissione a Charlotte.

Così come si potrebbe discutere di come il poco tempo a disposizione abbia influenzato il match, se la streak fosse potuta andare avanti per un altro po’ di tempo, se Charlotte fosse la wrestler più indicata per interromperla ecc.

Ma discussioni del genere non renderebbero giustizia a una delle imprese più appassionanti che il pro-wrestling abbia mai saputo regalare. Dopotutto anche le fiabe più belle sono destinate a concludersi. Ma a passare a fare la storia non è stato il finale, così come non lo è stato il solo inizio: a fare la storia, a incidere e, chissà, magari fare la differenza nell’evoluzione del wrestling femminile in WWE è stato tutto ciò che è avvenuto durante il percorso.

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