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Il punto esclamativo di Vince Carter

Foto: Jed Jacobsohn/Getty Images

Il 2000 fu un anno ricco di cambiamenti. In ambito sportivo, in questo caso facciamo riferimento al basket americano, uno dei tanti cambiamenti fu il ritorno della gara delle schiacciate all’All-Star Game dell’NBA dopo due anni di assenza.
12 febbraio 2000. Oakland, California. La città, che in alcuni casi si ritrovò a essere scossa dai movimenti tellurici provocati dalla Faglia di Sant’Andrea, tornò a vibrare nuovamente quella sera per via della magnifica esibizione di Vince Carter, al debutto nella competizione.

I partecipanti sono: Vince Carter e il cugino Tracy McGrady dai Toronto Raptors, Steve Francis dagli Houston Rockets, Larry Hughes dai Philadelphia 76ers, Jerry Stackhouse dai Detroit Pistons e Ricky Davis dagli Charlotte Hornets.

Prima schiacciata
Dal primo sguardo sul volto di Vince Carter si può intravedere l’espressione tipica di chi sta pensando di fare qualcosa di bello, infatti si morde il labbro fissando il canestro e gironzolando nei pressi della linea del tiro libero per capire meglio cosa fare.
Notevole anche l’inquadratura su Shaquille O’Neal che riprende il momento a bordocampo tra il pubblico con una videocamera delle dimensioni di un forno a microonde.
Vince parte con un 360° pazzesco nella direzione opposta rispetto a ciò che bisognerebbe aspettarsi, infatti segue una rotazione più adatta a un mancino. La palla entra nel canestro con una ferocia indescrivibile, l’urlo successivo di Carter risuona per tutta l’arena. Il pubblico esplode.
Leggendaria l’esclamazione di Kenny Smith al commento: “Let’s go home! Let’s go home, ladies and gentlemen! Let’s go home!” che descrive al meglio ciò che è appena successo. Voto: 50.

Seconda schiacciata
Da un articolo del 2014 di ESPN, saltò fuori il fatto che originariamente la seconda schiacciata doveva essere quella del primo turno. Carter parte da dietro il canestro, corre rivolto verso la metà campo di fronte a lui, fermandosi sotto il canestro, ruotando e contemporaneamente saltando verso l’alto.
Il risultato è una windmill difficilissima con il braccio lontanissimo dal canestro e pallone che viene scaraventato dentro il canestro con tutta la forza del mondo, espressa alla grande dall’urlo primordiale che poco dopo Vinsanity regala al palazzetto. Forse la schiacciata più difficile della serata.
Il grafico sull’elevazione, mostrato durante i replay, è di un’imprecisione sbalorditiva.
Voto: 49. Interessante il fatto che Kenny Smith, l’unico giudice a dare un 9 rispetto al 10 dato dagli altri quattro giudici, rischiò di essere bannato dai futuri dunk contest o, nel peggiore dei casi, essere ucciso dagli altri giudici o dal pubblico per via del suo voto. Chiaramente si fa per dire, non è successo nulla di tutto ciò.

Terza schiacciata
La terza schiacciata prevede il supporto di un altro atleta (in questo caso quello del cugino e avversario Tracy McGrady). Carter, all’altezza della metà campo, prende le misure prima di partire, calcolando il rimbalzo che McGrady dovrà imprimere al pallone. L’idea è chiara: schiacciata con pallone da prendere a mezz’aria sul rimbalzo. Il problema è sapere in anticipo che tipo di schiacciata frulla per la testa del #15 dei Raptors.
Il primo tentativo va a vuoto per via del tempismo non ottimale tra la rincorsa di VC e il rimbalzo del pallone (per la delusione del pubblico in sottofondo). Anziché essere una cosa negativa, l’errore crea ancora più attesa ed eccitazione per la giocata.
Secondo tentativo ed ecco il risultato: schiacciata dopo il rimbalzo con palla che passa tra le gambe. Mani che indicano il cielo e pubblico che impazzisce nuovamente.
Kenny Smith, preso dall’eccitazione, regala un altro commento che diventerà storico: “It’s over! It’s over, ladies and gentlemen”. Neanche a farlo apposta, il gesto di Vince successivo alla schiacciata sarà proprio quello con le mani ad indicare che è finita (dice anche “It’s over”) come se avesse sentito l’espressione usata dal telecronista. Avversari sbalorditi e giudici che abbandonano il tavolo per congratularsi con l’atleta di Daytona Beach. È un tripudio. Voto: 50

PS: voto 10 anche per Jason Kidd che sembra portare delle protezioni da giocatore di football americano sotto la giacca di un abito che lo rende molto simile a un avocado gigante.

Prima schiacciata della fase finale
Carter si aggira per il campo in perlustrazione. All’altezza della metà campo fissa il canestro e si tocca il braccio (rivelerà in seguito che il suo pensiero in quei momenti era “Ok, mi farò male”).
La rincorsa è normale, nessuno sa cosa aspettarsi. Il risultato è una schiacciata allucinante: una Honey Dip, letteralmente “un tuffo nel miele”. Vince schiaccia il pallone infilando il braccio fino al gomito (per questo motivo si toccava il braccio prima di partire con la rincorsa), rimanendo appeso al canestro.
L’arena rimane in silenzio per qualche attimo, nessuno ha ben capito cosa sia appena successo. Sembrava una normale schiacciata ma, dopo qualche secondo per realizzare che cosa si fosse appena visto, lo stupore iniziò a pervadere il palazzetto. Mai vista una giocata del genere. Per tanti sembrò quasi che l’atleta si fosse rotto il braccio durante la schiacciata. Solo dopo i replay e il responso dei giudici, lo stupore si trasformò in esaltazione.
Questa fu la schiacciata che indirizzò definitivamente il trofeo nelle mani di Vinsanity. Voto: 50

Seconda schiacciata della fase finale
A Carter bastano 42 punti per vincere. Serve una schiacciata d’impatto ma relativamente sicura. Decide per la schiacciata partendo dal fondo del campo e saltando dalla linea del tiro libero. Un classico reso celebre da “His Airness” Michael Jordan. Tutto il pubblico è in piedi in attesa di vedere l’ultima perla della serata.
Dopo aver preso le sue misure, Vince parte e chiude la schiacciata a due mani (dal replay si noterà come il piede fosse oltre la linea del tiro libero). Niente che faccia gridare al miracolo ma risulta comunque una schiacciata che si lascia guardare volentieri. Vince Carter è campione della Gara di Schiacciate del 2000. Voto: 48

Questa sarà la prima e unica partecipazione di Vince Carter allo Slam Dunk Contest dell’NBA. Chiaramente, gli fu proposto di ritornare a partecipare nelle edizioni successive ma lui rifiutò. Forse era consapevole di non poter ripetere quella che è per molti la migliore singola prestazione di sempre in una gara di schiacciate.

Published in Basket