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I momenti da videogioco di Colin McRae

Visual: Il Rookie

Per Colin McRae non esistevano limiti. Né mentali, né fisici. Avrebbe potuto vincere di più? Sicuramente. Ma non sarebbe stato Colin McRae. Un titolo mondiale e 25 vittorie ottenute nel mondiale WRC sono traguardi importantissimi perchè concretizzano gli sforzi e il talento e li mettono al servizio del risultato finale, ma passano in secondo piano di fronte all’emozione e all’impatto che il pilota scozzese ha avuto sulla gente. Esatto, vedere Colin McRae non lasciava indifferenti. Le emozioni potevano essere le più disparate: gioia, dolore, sorpresa, paura, rabbia. Queste emozioni, unite alla tenacia e a quello spirito da o la va o la spacca, lo hanno catapultato immediatamente nella mente e nel cuore degli appassionati. Ci sono cinque parole che danno vita a un aforisma legato indissolubilmente al modo con cui affrontava il suo lavoro e, in generale, la sua passione: «if in doubt, flat out» («se sei incerto, tieni aperto»).

Colin McRae non aveva bisogno di ripetere a voce questo motto, le azioni parlavano per lui. In ogni prova speciale, in ogni salto che sfidava le leggi della fisica, in ogni traverso a velocità insensata, in ogni curva affrontata a una velocità maggiore del consentito, in ogni metro percorso al massimo si percepiva l’essenza di questo suo stile. Poi magari finiva per distruggere l’auto, capottandosi dentro un bosco ma con la certezza di aver dato tutto ciò che aveva in termini di coraggio, guida e impegno. I fan potevano ritenersi soddisfatti, gli uomini del suo team, meno.

Colin McRae Jump
Foto: WRC

Per superare i confini di una disciplina ed entrare nel cuore e nella mente anche dei non appassionati, c’è bisogno di un ingresso nel mondo della cultura di massa. Anche per impedire che le persone comuni potessero imitare su strada le gesta del pilota scozzese, Codemasters pubblica Colin McRae Rally nel 1998. Colin McRae sbarca nel mondo della cultura pop grazie ai videogiochi e ci rimarrà per circa undici anni. Codemasters aveva intercettato la sensazione di come lo stile di Colin avesse una forte presa sul pubblico. Vederlo durante le prove speciali del mondiale WRC era come assistere a un videogioco. Quell’andare al massimo sempre senza pensare alle conseguenze era in parte l’atteggiamento che si poteva ritrovare in tanti videogiocatori.

Acceleratore sempre schiacciato fino in mondo, qualche toccata al freno per impostare le curve e qualche contatto con il freno a mano per far girare l’auto nelle curve più strette. La maggior parte delle volte si finiva contro gli alberi a bordo strada, contro dei muretti in pietra o in qualche campo però, hey, anche McRae faceva le stesse cose. È scontato che anche i videogiocatori lo facessero. Solo così si seguiva il mantra: if in doubt, flat out.

Ci sono stati degli eventi in cui Colin McRae ha dato dimostrazione di come certe azioni tipicamente da videogioco potessero essere realizzabili anche nella realtà. Come quando state giocando, vi schiantate e proseguite con l’auto demolita, anche se la corsa ha perso significato. Allacciate le cinture e tenetevi forte, andiamo a scoprire quali sono stati alcuni dei momenti da videogioco nella carriera di Colin McRae.

Rally d’Argentina – 1998: la corsa contro il tempo e gli imprevisti
È la seconda giornata del Rally d’Argentina. Siamo nei pressi di Córdoba per la prova speciale che va da Mina Clavero a El Condor. Si tratta di una tappa tortuosa e difficile. Un viaggio pericoloso su una stretta lingua di terra in mezzo alle rocce.

Colin McRae, come sempre, ha il piede incollato al pedale dell’acceleratore ma affronta una curva a sinistra in maniera troppo aggressiva e colpisce un masso a bordo strada. Il braccetto della sospensione posteriore destra si piega e, conseguentemente, pure la ruota fa la stessa fine. Colin va avanti e conclude la prova speciale. L’equipaggio ferma l’auto e prova a riparare la sospensione. Però non è possibile togliere la ruota. È piegata verso l’interno, incastrata dietro il paraurti posteriore. Ripartono per spostarsi alla prova speciale successiva ma, nel trasferimento, l’eccessiva vibrazione provocata dal movimento dell’auto e dai danni fa esplodere la gomma in mille pezzi.

Colin e il suo navigatore Nicky Grist vogliono effettuare le riparazioni per proseguire il rally. C’è un problema: hanno accumulato circa 15 minuti di ritardo nel trasferimento e devono trovare un modo per sistemare l’auto in meno di 15 minuti, pena l’esclusione dal rally. Colin e Nicky si mettono all’opera con i pochi attrezzi presenti in macchina, coordinati al cellulare dalla propria squadra. Rimuovono la ruota danneggiata e cercano di raddrizzare il braccetto della sospensione a martellate. Funziona? Certo che no, una sospensione non è fatta per essere raddrizzata a martellate.
All’improvviso si palesa un eroe inatteso: uno spettatore suggerisce all’equipaggio di recuperare dei massi a bordo strada per risolvere il danno con una terapia d’urto.

Niente da fare, questi massi enormi non funzionano. Bisogna battere con una pietra più piccola. Colin è abbastanza coraggioso da affrontare ogni tipo di curva a manetta, figuriamoci se non si presta a tenere fermo il braccetto della sospensione per permettere a Nicky di raddrizzarlo con la pietra. La tecnica funziona e, dopo qualche colpo, il braccetto si raddrizza. I due sistemano in fretta e furia la sospensione, montano la ruota di scorta, saltano in macchina e ripartono per recarsi al controllo dei tempi prima della prova speciale successiva. In tutto impiegano 14 minuti e 58 secondi per sistemare l’auto e spostarsi. Due secondi in più e sarebbero stati esclusi dal rally.

Inizia la prova speciale successiva da El Condor. Difficilissima come la precedente, ancora di più con la macchina raffazzonata dalle riparazioni precedenti. Incredibilmente sono i più veloci e ottengono il miglior tempo nella prova speciale. E saranno i più veloci anche nella prova speciale successiva. Finalmente arrivano al parco assistenza distrutti ma soddisfatti e lasciano la macchina nelle mani dei meccanici. Per colpa dell’incidente e dei guai avuti concludono il rally al quinto posto. Viste le disavventure, un ottimo risultato, soprattutto in ottica campionato del mondo. Una classica giornata frenetica per Colin, in cui ha potuto mettere al servizio della squadra la sua ingegnosità, la conoscenza meccanica e la proverbiale sensibilità di guida.

Rally di Cipro – 2002: la manifestazione del vero Mad Max
Se l’episodio precedente ha fatto capire chi era Colin McRae, questo potrebbe essere preso direttamente da uno dei videogiochi della serie Colin McRae Rally e riportato nel mondo reale.

Il Rally di Cipro è iniziato bene. L’equipaggio McRae-Grist è in testa.
Il risultato non è, però, scontato perchè Marcus Grönholm si trova in seconda posizione e sta spingendo tantissimo.
In un tratto della prova speciale in corso, Colin intravede una traiettoria interna a una curva che taglia attraverso alcuni cespugli. Ogni occasione è buona per guadagnare più tempo possibile e quindi taglia la curva come suggerisce il suo istinto. Non ha però fatto i conti con il dosso presente all’interno della curva, nascosto dai cespugli. L’auto prende il dosso ad alta velocità e si ribalta. I danni sono tantissimi ma non così gravi. L’auto può proseguire e completa (a fatica) la prova speciale. A causa di questo incidente, Colin McRae perde il comando del rally. Ora è Grönholm a comandare il gruppo.

L’auto arriva al parco assistenza. I meccanici provano a fare il possibile ma il mezzo non è messo bene. Cambia l’obiettivo: non più la vittoria ma l’ottenere quanti più punti possibili per salvaguardare il campionato. Il distacco da Grönholm è di circa nove secondi e la squadra stabilisce la strategia. «Ok, Colin. Tieni il secondo posto, è un ottimo risultato. Ti tiene ancora in testa per la lotta al mondiale».

La Ford Focus bianca riparte per la prova speciale successiva. In un settore molto veloce del percorso c’è una curva mozzafiato da fare in quinta marcia. Colin, che non conosce la parola “gestione”, tiene fede al suo motto ed entra in pieno senza frenare. Affronta la curva in sesta marcia ma la fisica non è d’accordo con questa scelta. È impossibile curvare in quelle condizioni. Il risultato si può immaginare: botto clamoroso e auto nuovamente distrutta.

McRae e Grist riescono a ripartire ma, oltre ai danni dell’auto, qualcos’altro non funziona. Dopo la ripartenza, Grist ha ripreso a leggere le note per guidare Colin dal punto dell’incidente ma è in difficoltà. Le cose non vanno bene, qualcosa non torna. All’improvviso, l’illuminazione: stanno andando dalla parte sbagliata! McRae non fa una piega. Freno a mano, testacoda e riparte della direzione giusta.
Alla conclusione della prova speciale la Focus è in condizioni disastrose. Sembra uno di quei relitti su ruote presenti in Mad Max. Mancano le appendici aerodinamiche, il paraurti anteriore e il retro è schiacciato come se fosse quello di un pickup. L’equipaggio concluderà il rally al sesto posto.

Ma l’aspetto più iconico dell’impresa di Colin McRae sulle strade cipriote è una particolare ripresa durante la prova speciale citata precedentemente. L’elicottero ha seguito con le telecamere la Focus distrutta guidata dallo scozzese. Proprio come un tipico videogiocatore che, con il controller in mano, vede il replay delle proprie azioni e scopre quanti danni ha fatto. L’istinto ha fatto distruggere la macchina, la tenacia l’ha fatta andare avanti fino al traguardo.

X Games XII – 2006: rock and roll
Finale del Rally Super Special: Travis Pastrana contro Colin McRae.
Nella stessa edizione degli X Games. Pastrana ha ribaltato il mondo due volte con il primo doppio backflip effettuato all’interno di una competizione di motocross freestyle, vincendo l’oro nel Moto X Best Trick. L’obiettivo era ottenere la seconda medaglia dorata nel giro di pochi giorni, in due discipline diverse. Ma anche Colin McRae ha un obiettivo: vincere la sua prima medaglia d’oro. Non saranno le classiche olimpiadi ma almeno agli X Games può gareggiare.

Il tracciato in cui si corre è per metà sterrato e per metà in asfalto, situato all’Home Depot Center di Carson, California. È uno dei primi esempi di percorso che poi verrà riproposto nei primi capitoli di Colin McRae Rally: DiRT.

Travis parte per primo e piazza subito il tempo da battere: 1:56:59.
È il turno di Colin. Rampa, salto con atterraggio storto e prime traiettorie un po’ larghe nella parte sterrata dentro lo stadio. Il primo riferimento cronometrico dà ragione allo scozzese: è in vantaggio di quasi otto decimi sul tempo di Pastrana. Dopo la rampa si esce fuori dallo stadio per entrare nella parte asfaltata ricavata all’interno del parcheggio. McRae pennella le curve alla perfezione, cercando di non intraversare la macchina. Poche virgole sull’asfalto ma tanti muri sverniciati. Anche in questo caso, ha ragione lui. La guida pulita dà i suoi frutti. Nel secondo intermedio il vantaggio cresce a poco più di un secondo.

Inizia la parte tortuosa del tracciato. Colin inizia a lasciare un po’ di punteggiatura a terra con i suoi traversi per riuscire a far girare l’auto più velocemente nelle curve strette. Arriva persino a toccare le barriere per come affronta le curve. La guida sporca regala più spettacolo ma porta via qualcosa in termini di velocità. Al terzo riferimento cronometrico Colin perde un decimo di secondo. Praticamente niente, è assurdo.

Si torna verso l’ingresso dello stadio. Colin guida con una precisione millimetrica. All’ingresso della parte sterrata dentro lo stadio, l’intermedio dice che il pilota scozzese ha guadagnato qualche centesimo di secondo. Il suo tempo è di un secondo e sei centesimi più veloce rispetto a quello fatto segnare da Travis Pastrana. Mancano poche centinaia di metri al traguardo, McRae potrebbe anche fare due pensierini sul gestire il vantaggio. Macché, nulla di ciò. Continua a pestare sul pedale dell’acceleratore. Rampa in discesa affrontata a una velocità più alta del consentito e muso dell’auto che picchia a terra. Sul salto successivo l’auto si intraversa in volo e l’atterraggio non promette niente di buono. L’Impreza dorata di McRae si ribalta in una nuvola di terra. Incredibilmente atterra nuovamente sulle quattro ruote e riparte subito.

Qui si manifesta la grandezza anche nelle difficoltà. Colin scala la marcia in volo mentre si sta ribaltando. Passa dalla seconda alla prima per essere pronto a ripartire appena è possibile. Non c’è stato bisogno di nessun “tasto reset” da schiacciare sul controller. Pastrana non crede ai suoi occhi. L’auto è distrutta ma Colin vuole vincere. Arriva sul traguardo totalmente di traverso ma non arriva primo per solamente mezzo secondo. Travis Pastrana vince la medaglia d’oro ma tutti i riflettori sono per Colin, che conquista l’argento. Pastrana è stupefatto non solo per la vittoria inaspettata ma soprattutto per la prestazione leggendaria di McRae, che ha rischiato di vincere la gara pur capottando durante la corsa.

L’anno successivo, Colin riprovò a conquistare l’oro agli X Games ma un altro incidente durante la semifinale gli impedì di arrivare in finale. Fu l’ultima sua gara. Infatti, poco più di un mese dopo, passò ad altra dimensione a causa di un incidente alla guida del suo elicottero.
Colin McRae ha sempre vissuto la vita a modo suo: al massimo e senza avere paura come insegna il suo motto.

Published in Motorsport