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Individuo vs collettivo: i due migliori gol su campi in condizioni terribili

Foto: Michael Regan/Getty Images

Come affermava Pier Paolo Pasolini parlando della poetica di un gol: «Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti dei “goal”. Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità». La sete di risultati, la speranza di vincere e la paura per la sconfitta spesso fanno perdere di vista l’estetica di una rete. Assume più importanza l’utile rispetto al bello. Ma fortunatamente non è sempre così. Ancora oggi siamo bombardati da gol stupendi che fanno il giro del mondo. Ad esempio, abbiamo Cristiano Ronaldo e la sua rovesciata irreale contro la Juventus, Messi che continua a mostrare le sue accelerazioni palla al piede e i suoi fantastici calci di punizione o, per rimanere nel nostro paese, calciatori come Luis Alberto (il quale è normalmente un calciatore associativo) che ogni tanto si mettono in proprio e realizzano reti bellissime. Senza dimenticare squadre che privilegiano la manovra collettiva come il Manchester City di Guardiola, il Napoli di Sarri o le ripartenze a 300 km/h del Liverpool di Klopp.

Ed è qui che si può trovare il primo contrasto: gol su azione individuale contro gol su azione corale. In un’azione individuale possiamo notare lo sforzo di un’unica entità che cerca di sovrastare la superiorità numerica degli avversari attraverso l’insieme di tecnica, forza, coraggio, inventiva, tenacia e anche fortuna, vista la difficoltà di realizzazione di una rete del genere. In questi frangenti lo scontro non riguarda più solamente due squadre avversarie ma si tratta soprattutto di una sfida 1 contro 1, un uomo contro una squadra di un numero di elementi variabili in base alla situazione che si muove come un unico corpo. A separare il rappresentante solitario della squadra dalla rete ci sono svariati elementi della squadra avversaria pronti ad impedire la realizzazione del suo progetto. Ma non è un semplice “uno contro tutti”: è un 1 contro 1 da ripetere per ogni avversario che l’individualista incontrerà nel suo percorso verso la rete, con tutte le difficoltà che ne possono scaturire.

Adesso bisogna ribaltare la prospettiva: abbiamo appena visto come un’individualista possa approcciarsi a tali situazioni, come si comporta un collettivo? Non si tratta solo del difendersi dall’attacco avversario ma anche riproporre un attacco allo stesso modo. Muovere un gruppo di persone come se fossero un’unica cosa permette di responsabilizzare ogni persona nello svolgere il proprio compito in funzione dei compagni e della squadra. Il movimento coordinato permette infatti di far circolare velocemente uomini e pallone e questo mette in difficoltà gli avversari, i quali perdono i propri riferimenti sul campo. Gli spazi si allargano e si accorciano a seconda dell’esigenza, il movimento sul campo permette di creare nuove linee e opzioni di passaggio tra giocatori, creando problemi a ciascun individuo della squadra avversaria. Se la squadra è un collettivo, allora ogni singola entità ragionerà in funzione del fatto che ciascuno potrà essere aiutato da un compagno ma se la squadra è composta da un insieme di individualisti, la situazione tenderà a peggiorare. Inferiorità numerica, corse a vuoto ed errori (spesso per mancanza di comunicazione e di sacrificio del singolo) lasceranno strada libera al gol avversario.

“Ok, ma alla fine, è meglio un gol su azione personale o su azione corale?” Non so rispondere. Sostanzialmente non è neanche questo il punto dell’articolo. Visto che ogni anno escono classifiche ed elenchi sui migliori gol, oppure vengono aggiornate le liste delle migliori reti nella storia del gioco, perché non limitare la ricerca solamente a due diverse tipologie di giocata? Ma siccome non bisogna essere banali e quindi proporre le solite cose, perché non considerare anche le condizioni atmosferiche e del campo su cui si sono segnati i gol? Normalmente tantissimi dei migliori gol della storia sono stati realizzati su terreni che permettevano una normale continuità di gioco, senza particolari problemi. Ma ci sono alcuni casi in cui il clima e le condizioni del terreno non permettevano tutto ciò. Condizioni avverse che finivano per ricoprire il ruolo di avversario per entrambe le compagini in campo durante quelle partite.

Ecco dunque i due migliori gol (di entrambe le tipologie di giocata) mai realizzati su terreni in condizioni impraticabili.

 

Tipologia 1: gol su azione individuale

14 aprile 1998. Semifinali di Coppa Uefa. Spartak Mosca – Inter. La neve e il gelo di Mosca hanno reso il terreno di gioco un pantano di ghiaccio e fango, molto pericoloso per i giocatori e particolarmente ostile per lo spettacolo. Al 76° minuto Ronaldo, in versione extraterrestre, realizza uno dei gol più inspiegabili mai realizzati in quelle condizioni. All’altezza del centrocampo riceve una rimessa laterale di Sartor, controlla il pallone di coscia anticipando il difensore che arriva alle sue spalle e va via sul terreno insidioso. All’altezza della trequarti scarica d’esterno il pallone a Zamorano prima dell’intervento di due giocatori avversari, Zamorano gli rende il pallone con un filtrante in mezzo a due uomini (molto difficile da controllare). Ronaldo controlla in modo incredibile il pallone in velocità entrando in area di rigore, il suo primo tocco diventa un dribbling che gli permette di portare avanti il pallone sul terreno fangoso e di eludere il tentativo di chiusura dei due difensori. Dopo lo slalom sul ghiaccio a tutta velocità tra i paletti umani, il Fenomeno si presenta davanti al portiere: scena già vista in tantissimi dei suoi gol. Dribbling secco sul portiere in uscita, palla che passa dal destro al sinistro in una frazione di secondo e si deposita nella porta sguarnita. Una rete di una bellezza e di una difficoltà indescrivibile, resa possibile solo grazie alle qualità (esaltate dalla famosa pubblicità che lo vede protagonista in quegli anni) di un giocatore che se avesse avuto in carriera delle ginocchia decenti, ora sarebbe nel Pantheon dei più forti calciatori della storia del gioco a contendersi il primo posto . È questo il gol su azione individuale più bello mai realizzato su un campo impraticabile.

 

Tipologia 2: gol su azione corale

Fonte: Gfycat / 433

In questo caso, durante la fase ricerca delle reti, è saltato fuori un altro aspetto particolare. Non c’è solo la contrapposizione tra modi differenti di segnare ma anche la diversa notorietà che caratterizza i due gol. Se il primo è un esempio di giocata che rimane nell’immaginario collettivo degli appassionati anche a distanza di 20 anni, questo gol è praticamente sconosciuto e non disponiamo di particolari informazioni per poter descrivere il contesto in cui avviene.

Partita di una qualche serie inferiore argentina, per la precisione il Torneo Federale B. Il palcoscenico della sfida è un campo appesantito dalla pioggia nei pressi di Concordia, molto simile ad un acquitrino o a una risaia. A malapena si vedono le linee tracciate sul campo ed è un miracolo che ci si possa anche solo muovere in un terreno simile.

In una situazione d’attacco per la squadra in maglietta bianca e pantaloncini rossi (il Colegiales), il pallone rimane conteso in mezzo all’area di rigore e viene rilanciato in avanti dalla squadra in completo blu (il Santa Maria de Oro). Contropiede portato avanti a fatica sul terreno paludoso dal numero 11 che allarga il pallone sulla sinistra per il numero 9 che viene incontro a centrocampo per riceverlo spalle alla porta. Appoggio di prima per un compagno che lancia subito in profondità per il numero 11, che nel frattempo si era buttato in avanti allargandosi verso sinistra. Passaggio di tacco in profondità per eludere l’intervento del calciatore avversario in maglia numero 3 e pallone che prosegue la sua corsa sul terreno viscido arrivando al limite dell’area di rigore. Cross basso da sinistra col mancino da parte del numero 9, che di prima intenzione mette un pallone di una sensibilità e precisione unica tra il difensore e il portiere avversario (tratto in inganno anche dall’inserimento in area del numero 7 della squadra in blu) per l’accorrente numero 6 che, dopo aver seguito tutta l’azione di coast-to-coast, deposita di destro il pallone in rete. Per difficoltà, armonia nei movimenti, precisione e tempismo nei passaggi è questo il più bel gol di squadra realizzato su un campo in condizioni terribili.

Published in Calcio