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Muoversi alla Robert Kidiaba

Foto: FIFA

“Salve, sono Robert Kidiaba. Forse vi ricorderete di me per la mia esultanza. Sì, quella in cui mi metto a rimbalzare sul culo come se guidassi una monoposto di Formula 1 su una strada sterrata. Volete scoprire come è nata?”. È così che mi piace immaginare quel simpaticone di Kidiaba, il portiere del Mazembe che si è fatto conoscere a livello internazionale durante il Mondiale per Club del 2010. Un’introduzione alla Troy McClure de I Simpson che, solitamente, regalava titoli di opere così stupidi da fare il giro e diventare geniali. In questo caso si parte da un’esultanza a suo modo iconica per arrivare a qualcosa di sicuramente stupido ma con un leggero strato di dati, giusto per dare un’immagine vagamente intelligente al discorso.

La danza dell’asino
Robert Kidiaba è stato uno sportivo sin da giovane. Ha praticato lotta, judo, ginnastica e karate, oltre al calcio. Durante una delle partite di calcio giocate a scuola gli si è accesa la lampadina nella mente. Visto che i suoi amici esultavano ballando dopo i gol, decise di creare la sua originale esultanza. Era un centravanti che segnava parecchio, doveva distinguersi dagli altri. Nacque così la donkey dance che lo ha reso famoso e che sin da quel momento in tanti cercano di copiare ancora oggi.

Nessuno però immaginava che quell’esultanza non sarebbe più stata utilizzata per festeggiare un gol di Kidiaba. Infatti, il cambio di ruolo fu casuale e improvviso. Durante una partita del campionato locale, con la maglia dell’AS Saint-Luc, Robert giocò in porta per via dell’assenza del portiere titolare. Invece che rimanere traumatizzato da un cambiamento così radicale, si innamorò così tanto di quell’esperienza che decise di diventare un portiere a tutti gli effetti. Così ebbe inizio la sua vera carriera. Nel 2002, si trasferisce al Mazembe, squadra con cui giocherà fino al ritiro avvenuto nel 2017. Il palmares con la formazione congolese è corposo: sei campionati nazionali, due supercoppe nazionali, due titoli provinciali, una Champions League africana, una Coppa della Confederazione CAF e due Supercoppe CAF.

Per ogni gol segnato dai suoi compagni e per ogni vittoria della sua squadra, l’esultanza rimbalzante è assicurata. Chissà quante volte l’avrà fatta durante la sua vita. Avrà mai accompagnato i figli a scuola in quel modo? Come dev’essere stato fare una passeggiata col proprio cane, rimbalzando in quel modo sui propri glutei? Quanta strada avrà percorso in carriera Robert Kidiaba con la donkey dance? I dati presenti su internet non sono molti e danno delle linee guida parziali sulla carriera del portiere con le treccine. Quindi non dicono se gli insegnanti dei figli guardavano Kidiaba con imbarazzo al suo arrivo a scuola o se il suo cane preferiva andare da solo a fare la passeggiata senza avere un essere umano che gli faceva compagnia muovendosi in maniera così bizzarra. Niente di tutto ciò.

Il contachilometri di Robert Kidiaba
Incrociando i dati di Transfermarkt e di altri siti di statistiche legate al calcio (quelli con una maggiore quantità di dettagli), è possibile risalire al numero di presenze in partite ufficiali di Kidiaba nella sua carriera ai livelli più alti. Non sono informazioni precise al 100% ma sono abbastanza indicative per tracciare una stima. In 84 presenze con la maglia del Mazembe, Kidiaba ha raccolto 48 vittorie e ha visto 135 gol segnati dalla sua squadra. Con quella della nazionale della Repubblica Democratica del Congo, invece, ha ottenuto 17 vittorie ed è stato testimone di 63 gol realizzati dai suoi compagni di squadra.

Ipotizziamo due metri percorsi in ogni esultanza. Nelle 183 esultanze con la maglia del Mazembe, Kidiaba ha percorso 366 metri. In nazionale, invece, con 80 esultanze ha percorso 160 metri. In totale, sommando le manifestazioni di gioia, Robert Kidiaba ha percorso 526 metri rimbalzando sul culo in oltre 15 anni di carriera. Per rendere l’idea: il portiere congolese potrebbe percorrere una distanza relativa a cinque campi da calcio regolamentari da 105 x 68 metri. Oppure potrebbe percorrere nella sua interezza il rettilineo del traguardo del circuito cittadino di Adelaide in Australia.

Foto: rodbensonskydive.com.au

Robert Kidiaba potrebbe persino correre i 400 metri piani con la sua esultanza.

Foto: worldathletics.org/Il Rookie

Ma, a pensarci bene, 526 metri rappresenta anche la misura del perimetro dello Stade Mazembe di Lubumbashi in Congo. Cosa ci sarebbe di più romantico di Kidiaba che fa il giro intorno allo stadio, esultando con il suo faccione sorridente?

Foto: Google Maps

Non bisogna però farsi limitare dalla realtà, immaginare non costa nulla. Perché non sognare il giro del mondo percorso saltellando in quel modo? O, ancora meglio (?), come potrebbe essere una variante del calcio giocata muovendosi solamente rimbalzando sul proprio sedere? Probabilmente sarebbe una trashata a livelli rari però è sicuro che Robert Kidiaba sarebbe un fenomeno in quel gioco, dopotutto sarebbe fatto a posta per lui.

Published in Calcio