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Quando Doohan e Crivillé si trovarono a correre in mezzo al pubblico

Foto: Gold and Goose Photography

Mick Doohan e Alex Crivillé avrebbero apprezzato volentieri le norme anti-Covid che nel 2020 hanno regalato (e continueranno a regalare) delle gare senza pubblico. Tanto si sa, il pubblico in una gara è solo un contorno, non ha lo stesso impatto emotivo che può avere in altri sport. Solitamente non potrebbe cambiare l’esito di una gara. A meno che non si inizi a parlare di una corsa in particolare. Per raccontarla bisogna attivare la macchina del tempo e tornare indietro al XX secolo. Altra epoca, altri piloti, altre moto, altre gare.

12 maggio 1996. Jerez de la Frontera. Gran Premio di Spagna, classe 500.
Fa caldo. Il sole picchia forte e sembra sia in grado di cuocere la testa di tutte le persone presenti a Jerez.

La lotta per la vittoria è sempre tra i soliti due piloti, coloro che monopolizzano le prime posizioni in griglia: Doohan e Crivillé. I due compagni di squadra sono in lotta sin dalla prima gara del campionato 1996. A Shah Alam, in Malesia, la gara viene vinta da Luca Cadalora. Doohan arriva quinto mentre Crivillé si deve ritirare. Nella corsa successiva a Sentul, Doohan vince il Gran Premio d’Indonesia, Crivillé arriva quarto. A Suzuka, nella terza gara della stagione, il Gran Premio del Giappone viene vinto dall’indimenticato Norifumi Abe. Crivillé si toglie la soddisfazione di arrivare davanti a Doohan. Infatti, ottiene il secondo posto dietro al giapponese mentre Doohan arriva sesto. In Spagna partono uno di fianco all’altro. Doohan primo, Crivillé secondo. Accanto a loro, il compagno di squadra Tadayuki Okada e Doriano Romboni sull’Aprilia ufficiale.

La gara
È la resa dei conti tra Doohan e Crivillé. Lo spagnolo vuole battere il campione del mondo dell’epoca della 500 a casa propria.
Alla prima curva, dopo lo spegnimento del semaforo, ci sono Cadalora, Crivillé e Doohan (superato subito dopo da Barros).
Nel primo giro i primi quattro piloti si scambiano le posizioni. Da questa lotta risaltano Cadalora e Crivillé, che duellano per la testa della corsa.
Nelle retrovie, escursioni fuori pista e cadute fanno da sfondo alla lotta per le prime posizioni. Dopo tre giri: Crivillé è primo, Cadalora secondo e Doohan terzo. Crivillé allunga un pochino mentre alle sue spalle Cadalora e Doohan duellano per la seconda posizione. La lotta tra i due fa avvicinare Okada alle loro spalle (che però non riesce a sorpassare gli avversari davanti a lui).

Doohan passa Cadalora e si mette all’inseguimento di Crivillé, che si era staccato dagli inseguitori. Doohan raggiunge Crivillé. I due sembrano legati da un elastico: si avvicinano tra loro e si riallontanano, a seconda della sezione che affrontano sul tracciato di Jerez. Così facendo, però, non arriva nessun attacco dell’australiano. Questo favorisce il ritorno di Cadalora, che si mette alle spalle del campione del mondo in carica.
Più ci si avvicina alla fine della gara e più i distacchi si assottigliano. Mancano meno di dieci giri alla fine: Doohan è attaccato a Crivillé. Lo segue come un’ombra, lo studia ma non riesce a sorpassarlo.

Bastano però alcuni doppiati nell’ultimo settore del circuito per riportare Doohan sulla coda di Crivillé a circa tre giri dalla fine.
Ormai Doohan segue Crivillé da tantissimi giri. Lo ha studiato, conosce le sue traiettorie. Potrebbe disegnare a occhi chiusi il posteriore della Honda Repsol #4 per quanto gli è rimasto vicino.

Ultimi due giri. Doohan inizia a cercare spazi e traiettorie alternative per attaccare Crivillé e trovare così il sorpasso decisivo. Ma Crivillé resiste. È spinto dalle decine di migliaia di spagnoli assiepati sulle tribune di Jerez de la Frontera. Non corre da solo. È sostenuto da un’intera nazione.

40 secondi di delirio
Ultimo giro. La prima metà dell’ultima tornata passa indenne. Doohan è vicino ma non così tanto. Le due Honda Repsol affrontano la sezione delle due veloci curve a sinistra dopo il tornante Dry Sack, uno dei principali punti di sorpasso sul tracciato andaluso. Ma c’è un altro tornante, un altro punto in cui tentare il sorpasso: l’ultima curva del circuito. Crivillé sa che Doohan ha scelto quel punto per sferrare l’attacco decisivo. Uno di quelli che piacciono tanto all’australiano: secco, deciso, senza lasciare alcuna possibilità di replica. Ma lo spagnolo tiene duro. Affronta in apnea la sequenza delle curve veloci a sinistra e, invece che vedere unicamente le tribune colme di gente che fa il tifo per lui, si ritrova circondato dai tifosi. Letteralmente circondato. Sorpresa!

Non si capisce se per errore oppure – opzione più accreditata – per incoscienza, i tifosi hanno scavalcato le barriere e si sono portati a bordo pista, alcuni addirittura si trovano in mezzo alla pista. Forse volevano sostenere da più vicino Crivillé ma hanno fatto la cosa più sbagliata che si possa fare su un circuito popolato da moto che sprigionano 180 cavalli e che mettono a dura prova i piloti a ogni giro. Vogliono spingere il loro connazionale alla vittoria ma ottengono l’effetto contrario. Crivillé rimane spiazzato dalla presenza dei tifosi e si deconcentra. Doohan, nel frattempo, lascia una virgola nera sull’asfalto che potrebbe essere vista anche da un satellite. Crivillé imposta una traiettoria difensiva e raddrizza al più presto la moto per evitare di investire i tifosi che si trovano in pista nel tratto intermedio tra le due curve lente verso destra. Ha perso tantissimo tempo.

Mancano solamente tre curve e la traiettoria a cui è stato costretto lo ha letteralmente lanciato nelle fauci del leone che porta il numero 1 sul cupolino. Doppia curva velocissima prima del tornante finale. Crivillé non vede Doohan. L’australiano è letteralmente incollato al codone della sua moto. Lo spagnolo sa cosa sta per succedere. Si allarga verso destra, imposta la traiettoria ma vede comparire un’ombra alla sua sinistra. Doohan si è appena infilato al suo interno nel tornantino finale. Come potevano immaginare tutti i presenti al circuito e praticamente chiunque fosse di fronte alla tv in ogni parte del mondo in quel momento. L’attacco è secco e deciso, non lascia margini di replica.

Crivillé però cerca di incrociare la traiettoria per giocarsela in velocità sul rettilineo del traguardo. Ma non ci riesce. Apre il gas in maniera troppo brusca e viene sparato in aria dalla sua moto col più classico degli high-side tipici delle 500 dell’epoca.
Vince Doohan, secondo Cadalora, terzo Okada. Crivillé si ritira a poche centinaia di metri del traguardo e torna ai box con la voglia di distruggere qualsiasi cosa gli si pari davanti.

L’ultimo giro è stato effettuato con delle condizioni di sicurezza per i piloti e per i tifosi che rasentano la follia. Ci sono tutti gli estremi per un ricorso che possa annullarlo. Lo chiede soprattutto Crivillé che sente di essere stato defraudato di una vittoria di fronte ai suoi tifosi. Non a caso, il suo team presenta il ricorso alla Direzione Gara ma dal Giappone la Honda impone l’annullamento del ricorso. Va bene così, non bisogna cambiare nulla.
Crivillé non lo accetta. È avvelenatissimo da questa decisione ma non può far altro che prendersela con se stesso e con i suoi tifosi. Quegli stessi tifosi che volevano aiutarlo ma che, nel concreto, hanno dato una mano unicamente a Mick Doohan.

Published in Motorsport