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Chi è veramente Ken Block?

Foto: Il Rookie

Definire chi è Ken Block è come giocare a Indovina chi?, conoscendo però già il nome del personaggio. È un imprenditore? È un pilota di rally? È un appassionato di sport d’azione? È uno stuntman? Ogni risposta affermativa a questi quesiti è corretta. Ed è per questo che è così difficile definire chi sia veramente Ken Block.
Per alcuni è solamente uno showman, per altri è un genio del marketing, per altri ancora non è nemmeno un pilota. Chi è allora Ken Block?

Ken Block nasce il 21 novembre del 1967 a Long Beach, California. Cresce in una famiglia di sportivi. Il padre è un fan del baseball mentre lui non ama gli sport di squadra. Ken preferisce, ad esempio, i motori e nello specifico i rally. È impazzito per l’Audi Quattro S1 guidata magnificamente da Walter Röhrl e per tutte la altre auto del Gruppo B che portavano i piloti a scherzare con la morte durante gli anni Ottanta nel mondiale rally. Gli piace tantissimo l’idea di saltare e scivolare a tutta velocità sulla terra. Forse perchè è attinente all’altra sua passione: il motocross.
Rally, motocross, cosa manca? Ci saranno altri sport individuali che privilegiano la creatività e creano dipendenza da adrenalina, o no? Certo che ci sono. Block aggiunge anche skateboard e snowboard alla lista delle sue passioni.

Ken è attratto non solo dalla componente creativa di questi sport d’azione ma anche dal contesto culturale – legato principalmente a musica e arte – che li circonda. Progressivamente si appassiona anche alla tecnologia e al design del materiale tecnico, decidendo di seguire lezioni di design all’high school unicamente per iniziare a creare prodotti in autonomia. Durante le lezioni di grafica al college conosce il suo futuro socio Damon Way, fratello dello skater Danny Way. Entrambi scoprono di avere gli stessi interessi: design e skateboard.

Ken Block è un imprenditore?
Ken mette in piedi i primi affari con Damon Way per creare prodotti di abbigliamento per gli skater. Nel 1991 crea un piccolo marchio di abbigliamento insieme a Damon e Danny Way: Eightball. L’unico problema è che la loro creatività in fatto di design non è allo stesso livello di quella utilizzata per scegliere il nome del brand. Il nome “Eightball” è già coperto da copyright, bisogna cambiare. Nel 1994 nasce DC Shoes nel tentativo di creare la migliore scarpa da skate. Il marchio sin da subito decide di fare le cose in grande, sponsorizzando atleti professionistici come Danny Way (persona già coinvolta nella precedente avventura con Eightball), Colin McKay, Rob Dyrdek e Josh Kalis. Ken è uno dei co-fondatori ma, soprattutto, occupa il ruolo di chief brand officer, affinando le proprie doti di marketing che gli risulteranno utili nel corso della sua carriera lavorativa.

Nel giro di qualche anno, si passa da una piccola azienda a un brand mondiale. Ken Block e Damon Way venderanno DC Shoes alla Quiksilver nel 2004 per circa 87 milioni di dollari statunitensi.

Ken Block è un pilota?
Dopo aver venduto la DC Shoes, Ken ha accumulato un bel po’ di soldi, abbastanza per togliersi qualche sfizio ed esaudire alcuni dei suoi sogni. Raccoglie i soldi, qualche sponsor e decide di provare con i rally. La prima volta all’interno di un’auto da corsa è stata tutto ciò che ha sempre sognato sin da bambino. È questo l’input che lo ha spinto a partecipare come pilota privato al campionato Rally America nel 2005. Ottiene un quarto posto finale in classifica e vince il premio di “Rookie of the year”.
Se ogni volta che sali in macchina la reazione è “Incredibile! Quando sarà la prossima volta?”, non puoi non provare a proseguire con questo tipo di carriera. E Ken cerca in ogni modo di continuare a correre sugli sterrati e a migliorare il più possibile, ottenendo altri buoni risultati.

Nel 2006 ottiene una medaglia di bronzo agli X Games XII nel Rally Super Special. L’anno successivo migliora il piazzamento agli X Games (medaglia d’argento) ma, nello specifico, ottiene uno dei riconoscimenti più grandi nella sua carriera da pilota. Sfida il suo idolo Colin McRae, gli sta davanti per parte della sfida, lo induce all’errore e lo sconfigge. Sempre nel 2007 fa il grande salto, partecipando al Rally di Messico e a quello di Nuova Zelanda nel mondiale WRC. Nel 2010 torna del WRC, ottenendo i primi due punti mondiali, entrambi nel Rally di Spagna. Parallelamente, continua con le competizioni nazionali e collabora con Codemasters come consulente alla realizzazione della serie di videogiochi Dirt.
Ma non sempre le cose vanno bene. Ottiene altri punti mondiali nella stagione 2011 ma verrà ricordato maggiormente per il botto clamoroso al Rally di Portogallo (lui e il suo copilota Alex Gelsomino non avranno conseguenze fisiche).

Ken Block accumula esperienza, migliora e debutta anche in altre discipline come il rallycross. Nel Global Rallycross Championship, tra il 2011 e il 2015, ottiene diversi podi e sei vittorie. Il percorso dai campionati nazionali (come il GRC) a quello mondiale viene riproposto anche nel rallycross. È il 2014 e Ken debutta nel mondiale rallycross. Conquista un podio al debutto, ottenendo un terzo posto a Hell in Norvegia. Fino al 2017 ottiene un altro terzo posto ad Hockenheim nel 2016 nel mondiale WRX. Rientra in questo campionato nel 2020 per correre nella categoria elettrica, la Projekt E. Il rientro supera ogni aspettativa. Ottiene la sua prima vittoria nel mondiale rallycross a Höljes in Svezia, che è anche la prima vittoria nella storia della neonata categoria.

Ken Block è uno stuntman??
Durante la parentesi da rallista, Ken si è reso conto che lo stile di guida fatto di derapate a tutta velocità che lo faceva mandare in estasi da spettatore e da pilota, non paga. Il suo è un modo spettacolare di guidare ma non abbastanza efficace. Troppo lento per i rally seri. Sono finiti i tempi di Colin McRae e delle sue magate. Ma lo stile di guida pulito sarà pur veloce ma non gli regala quella dose di adrenalina e divertimento di cui necessita. Inoltre il suo mantra dice: “non essere mai noioso, fai cose fighe”. Valeva per la sua carriera da imprenditore e uomo di marketing, vale anche per la sua carriera da pilota. O in questo caso stuntman perchè Ken Block decide di mettere il suo divertimento al servizio del marketing. Come unire passioni e capacità in un unico contesto, una sola parola: “gymkhana”.

Per spiegare cosa sia una gymkhana, si può fare riferimento alla definizione contenuta nel primo video riguardante questa disciplina con protagonista Ken Block:

Sport automobilistico che si svolge su uno spazio aperto o un parcheggio e richiede ai piloti di guidare abilmente le proprie auto intorno a una serie di coni, slalom, curve a 180 e 360 gradi, percorsi "a otto" o altri ostacoli, usando con accelerazione, frenata e drifting in modo estremo.
Come per l'autocross, i percorsi per gymkhana sono spesso molto complessi e memorizzare il percorso è una parte significativa nell'ottenere un buon tempo.

Per Ken la gymkhana diventa un pretesto per divertirsi e creare qualcosa di suo gradimento da proporre alle aziende. La partnership principale si sviluppa con DC Shoes, dando vita ai primi capitoli di una serie che continua a fare le fortune del nativo di Long Beach.

Settembre 2008 – Gymkhana Practice
In quel periodo Ken Block si stava preparando per una gara di gymkhana nel sud della California. La gara viene però cancellata e il californiano si ritrova con un auto preparata inutilmente per la gara dalla Crawford Performance. Ma non inutile per lui. Decide di far riprendere una sua run di allenamento e carica il video sul proprio sito, dato che DC Shoes non aveva una gran presenza su YouTube. E ci vede giusto. Il video ottiene circa undici milioni di visualizzazioni in tre mesi. Diventa così tanto virale che finisce per essere eliminato dal sito, in quanto i costi di gestione del sito dopo il caricamento del filmato aumentarono troppo per le possibilità di Ken.
Il video viene ricaricato subito dopo su YouTube e, a oggi, conta oltre 16 260 000 visualizzazioni.

Giugno 2009 – Gymkhana Two: The infomercial
Secondo episodio girato nel porto di Los Angeles. Se il primo capitolo della serie Gymkhana ha fatto esplodere il web, il secondo non poteva non proseguire su questa falsariga. Contiene esplosioni di: palloncini, tubi al neon, un rimorchio da camion, munizioni da paintball e contiene tanto, tantissimo super slow-mo.
Al giorno d’oggi, il video ha racimolato oltre 51 395 000 visualizzazioni.

Settembre 2010 – Gymkhana Three: Ultimate Playground
Primo capitolo internazionale della serie. Girato al Circuito di Linas – Montlhéry in Francia. Può un ovale del 1924 (con parte stradale annessa) essere il parco giochi definitivo di Ken Block? Le immagini forniscono la risposta giusta. Ken si diverte così tanto da incenerire il suo treno di pneumatici e finire il video sui cerchioni.
E tutto ciò ha catturato l’attenzione di oltre 66 395 000 spettatori su YouTube.

Agosto 2011 – Gymkhana Four: The Hollywood Megamercial
DC Shoes decide di girare il video negli Studios di Hollywood a Universal City per promuovere il proprio abbigliamento. Anche se è difficile non pensare che, oltre a ciò, gli obiettivi del video siano altri. Tipo la possibilità di lasciare una moltitudine di virgole nere sui set hollywoodiani o quella di scaraventare un gorilla antropomorfo giù da una scala.
Al momento conta oltre 32 823 000 di visualizzazioni.

I primi quattro capitoli della serie Gymkhana diedero a DC Shoes un’enorme esposizione globale e ciò incrementò le vendite anche fuori dal loro pubblico di riferimento. I soldi inizialmente investiti dall’azienda venivano utilizzati per vendere i prodotti unicamente agli skater, agli snowboarder e ai surfisti. Il successo di questa serie di video con Ken Block protagonista è racchiuso non solo nella scelta di quest’ultimo di affidarsi a strategie ispirate al viral marketing. Le persone si identificano facilmente con Ken alla guida della sua auto perchè la quantità di persone che viaggiano in auto è maggiore a quella, per esempio, di coloro che si spostano sullo skate. Dunque è più facile percepire la difficoltà di uno stunt in auto piuttosto che su una tavola.

Luglio 2012 – Gymkhana Five: Ultimate Urban Playground
Questo è il video definitivo che segna il vero spartiacque nella serie. Manovre incredibili, città iconica e il cameo di Travis Pastrana. Basta questo per renderlo il video più visto tra quelli prodotti fin’ora. Oltre 106 671 000 visualizzazioni al momento e ultimo video volto unicamente alla promozione del brand DC Shoes.

Novembre 2013 – Gymkhana Six: Ultimate Gymkhana Grid Course
Video che rappresenta il progressivo distaccamento dai video promozionali per DC Shoes verso quelli per la promozione di altri marchi. In questo video – realizzato per Need for Speed – il tracciato è stato progettato da Ken Block, prendendo spunto da elementi del videogioco Need for Speed Rivals. A oggi il video ha ottenuto oltre 51 593 000 visualizzazioni.

Novembre 2014 – Gymkhana Seven: Wild in the streets of Los Angeles
Video scritto da Ken Block per promuovere il videogioco Need for Speed No Limits, che contiene la spettacolosa Ford Mustang del 1965 da 845 cv personalizzata per il pilota californiano.
Contiene: passaggi nell’LA River; ciambelle nel parcheggio del famoso negozio di ciambelle “Randy’s Donuts”; citazioni alla famosa fuga a bassa velocità in autostrada di OJ Simpson, braccato dalla polizia e dagli elicotteri delle emittenti televisive; altre ciambelle passando sotto una low rider “rimbalzante” e una scalata a tutta velocità verso la scritta “Hollywood”. Al momento questo video ha totalizzato oltre 53 405 000 visualizzazioni.

Marzo 2016 – Ken Block’s Ultimate Exotic Playground in Dubai
Ottavo episodio della serie Gymkhana girato negli Emirati Arabi Uniti, prodotto da Hoonigan e Ford. Attualmente ha oltre 35 642 000 visualizzazioni su YouTube.

Settembre 2016 – Gymkhana Nine: Raw Industrial Playground
Video girato a Buffalo, New York per promuovere il videogioco Forza Horizon 3. È più pericoloso farsi demolire da un treno in corsa mentre si attraversano i binari in derapata o finire in acqua dopo aver messo le ruote posteriori negli ultimi centimetri disponibili sul molo di un porto?
A oggi il video è stato visto da oltre 45 592 000 utenti su YouTube.

Dicembre 2018 – Gymkhana Ten: The Ultimate Tire Slaying Tour
Capitolo extra large sponsorizzato da Ford. Cinque auto, cinque location, oltre diciassette minuti senza un attimo di pausa.
Attualmente il video ha totalizzato oltre 30 072 000 visualizzazioni.

Gli “spinoff” della serie Gymkhana
L’abbiamo capito, a Ken Block non piacciono le cose noiose. Dopo dieci capitoli della serie Gymkhana, per non annoiarsi è meglio variare un pochino. Cosa salta fuori dall’unione di gymkhana e corse in salita? Climbkhana. L’approccio migliore per affrontare quest’invenzione dev’essere simile a quello del drift sui touge giapponesi.

Settembre 2017 – Climbkhana: Pikes Peak
Video girato sul Pikes Peak in Colorado, sede della cronoscalata più famosa del mondo. È essenzialmente la scalata verso la cima che segue lo stesso percorso della famosa gara ma affrontata come piace a Ken Block. Cioè con ostacoli su ruote in movimento e passaggi a pochi centimetri dai precipizi che caratterizzano il percorso. Ken ha voluto anche inserire una citazione tratta dai suoi ricordi di ragazzo appassionato di rally. Un tratto di scalata sul Pikes Peak viene percorso con la mano destra sul volante e quella sinistra a proteggere gli occhi dai raggi solari, come nell’iconica prestazione di Ari Vatanen durante l’edizione del 1988 della Pikes Peak International Hill Climb.
Al momento, il video ha raggiunto oltre 30 335 000 visualizzazioni su YouTube.

Novembre 2019 – Climbkhana Two
Si può scalare il Monte Tianmen in Cina con il famoso Hoonitruck da oltre 900 cv? Certo che sì. Parola di Ken Block.
Attualmente il video conta oltre 16 968 000 visualizzazioni.

Settembre 2020 – Terrakhana: The Ultimate Dirt Playground
Si ritorna a una delle tante passioni di Ken Block: il rally su terra ma con un pizzico di follia gymkhanesca in più. L’unico posto sulla Terra per mettere in piedi questa nuova idea è Swing Arm City nello Utah. Ci sono enormi dune per i salti, rampe naturali da affrontare in derapata e ostacoli naturali da evitare in pieno stile gymkhana.
Il video, caricato recentemente, ha raggiunto oltre 281 000 visualizzazioni.

L’identikit
Dopo aver passato in rassegna tutte le varie versioni di Ken Block, si possono tracciare le conclusioni per rispondere alla fatidica domanda.
Ken Block è un imprenditore? Certamente sì. I risultati parlano chiaro, analizzando l’esperienza con DC Shoes e la crescita che sta avendo Hoonigan, brand e community con a capo lo stesso Ken.

Ora arriva il punto saliente. Ken Block è un pilota? Potrebbe essere una risposta controversa per molti però non si può non rispondere affermativamente. Partiamo da un presupposto: non è un fenomeno. Ha un talento nella media con qualche lampo di velocità che gli ha permesso di ottenere piazzamenti sul podio e vittorie in campionati nazionali, europei e mondiali. La mancanza di competitività si lega ad altri due fattori estranei al puro talento. Spesso è stato un pilota privato, non avendo a disposizione mezzi sempre competitivi. Quando è diventato un pilota ufficiale, invece, si è dovuto scontrare con avversari molto più talentuosi e a un livello molto più alto rispetto a lui. Però Ken durante gli anni di carriera si è dedicato maggiormente alla cura e preparazione fisica per non essere più un imprenditore con l’hobby delle corse ma un pilota vero e proprio.

Gli incidenti sono un altro importantissimo aspetto nella carriera di un pilota. Per il californiano esiste una sorta di rapporto quasi esorcizzante con questo tipo di imprevisto. Nella parete degli uffici di Hoonigan a Park City nello Utah, è presente una collezione di pezzi di auto demolite durante le sue gare di rally e rallycross. Bisogna sempre fare il meglio possibile per cercare di vincere ma alle volte questa attitudine può diventare una calamita per gli incidenti. Però a Ken interessa maggiormente l’obiettivo rispetto allo strumento utilizzato per raggiungerlo.
Lo sforzo per vincere porta alla totale mancanza di rispetto per il mezzo meccanico o la propria salute. Quella parete è la celebrazione di questa mentalità. Ken Block compensa la mancanza di talento “puro” con la grinta, la tenacia, il coraggio e il cuore. Anche a costo di demolirsi e demolire le proprie auto.

Ken Block's wall
Foto: Ken Block

Ken Block è uno stuntman? Sì, lo è diventato in quanto anche genio nel marketing. Ha unito il proprio stile con le proprie capacità, mettendo la sua creatività al servizio dei brand e dei prodotti da promuovere. Oltre a ciò si può aggiungere il suo ruolo da consulente per vari videogiochi. In Dirt 3 viene persino inserito come pilota e insegnante nella “modalità gymkhana”, ispirata alla serie di video passata in rassegna precedentemente. Questa sua deformazione professionale non lo rende l’ideale pilota di rally/rallycross ricco di talento e risultati ma lui guadagna tanti soldi (e ne fa guadagnare altrettanti) facendo cose fighe. Che piaccia o no.
Ma, in definitiva, chi è veramente Ken Block? È un pilota-imprenditore-stuntman-creativo che si diverte tanto.

Published in Motorsport