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Air Bud: il tuttocampista goleador che ringhiava sugli avversari

Foto: Keystone Entertainment

Air Bud è stato probabilmente il cane più atleticamente dotato di tutti i tempi. Un golden retriever di circa 55 centimetri d’altezza per una trentina di chili che è stato un dominatore in diversi sport non viaggia sui binari dell’ordinario. Basket, football americano, calcio, baseball, pallavolo. Per lui non c’era differenza, riusciva a lasciare la sua orma in ognuno di questi sport.
Questa volta i riflettori sono puntati sulla sua carriera da calciatore raccontata all’interno di Air Bud 3 (conosciuto anche come Air Bud: World Pup perchè i giochi di parole riguardanti i cani sono sempre simpaticissimi, vero?).

L’amore per il gioco
Air Bud mosse i primi passi con il pallone durante il matrimonio dei due membri adulti della sua famiglia. Mentre tutti si ingozzavano di cibo e bibite, lui si mise a giocare a calcio insieme ai bambini in un giardino. Si racconta che uno degli invitati vide la scena – mentre se ne stava in panciolle, sudando stuzzichini e pezzi di torta, su una sedia che non poteva reggere il suo peso – si avvicinò al cane, sputando lo stuzzicadenti che aveva preso la residenza dentro la sua bocca e disse la solita frase da film sportivo americano: “Hey! Tu hai del talento, ragazzo! Posso fare di te una superstar. Ti riempirò di soldi, se mi sceglierai come agente”. Non si capisce che tipo di risposta si aspettasse da un cane che non ha il dono della parola.

Il calcio è presente nella famiglia di Air Bud. Josh e sua sorella Andrea giocano a calcio. Durante un allenamento della squadra maschile, Buddy viene sfidato a tirare un calcio di rigore. Mai sfidare un golden retriever talentuosissimo! Tiro dal dischetto battuto di testa (!) e pallone sotto la traversa. Primi segnali di una carriera da rigorista infallibile. Basta un rigore realizzato per trovare un posto nella squadra. La perplessità supera di gran lunga lo stupore di fronte a queste scelte. Però è Air Bud, il cane più talentuoso di sempre. Cosa ci possiamo fare? Nulla.

Nella prima partita in carriera – una sconfitta per 3-1 – partecipò in maniera attiva alla realizzazione del gol per la sua squadra, i Timberwolves.
Nella seconda partita, contro gli Spartans, con una tripletta mise in chiaro le cose. Lui era un goleador inarrestabile. Era illegale. Letteralmente. Sì, perchè l’allenatore della squadra avversaria non prese bene la sconfitta e inviò un reclamo alla lega per far squalificare i Timberwolves, vista la presenza in squadra di Buddy. Inizialmente, il reclamo confermò l’irregolarità ma poi, per il bene dello sport (?), venne annullato.

Air Bud poté tornare a fare magie sul campo e lo fece nella finale di campionato di lega, proprio contro gli Spartans. I Timberwolves, però, dovettero fare inizialmente a meno di tre titolari, compreso lo stesso Buddy.
All’86° gli Spartans stavano vincendo 2-1. Dopo aver sistemato i problemi extra-campo, subentrarono i tre titolari: Emma, Josh e Buddy. La squadra ne beneficiò immediatamente e agguantò il pareggio.
Allo scoccare del 90°, su un lancio lungo di Josh, Air Bud si inserì sul primo palo per concludere di testa. Il risultato è immaginabile: colpo di testa e palla sotto l’incrocio dei pali opposto. 3-2 Timberwolves, rimonta completata. Air Bud fu il cane della provvidenza in quel frangente.

Flashforward. Stati Uniti – Norvegia della Coppa del Mondo di calcio femminile. La partita finisce in pareggio nei tempi regolamentari. Serie di calci di rigore. Briana Scurry, titolare tra i pali per gli USA, si infortuna alla spalla nel tentativo di parare un rigore calciato dalla Norvegia. Da chi può essere sostituita? Da Air Bud, ovviamente. Si ricicla nell’inedito ruolo di portiere e para il rigore decisivo che permette agli USA di vincere la partita. C’è poco da dire. Giusto finale per una storia del genere ma i punti di domanda in fronte alla vista di queste immagini hanno ormai assunto dimensioni abnormi.

L’identikit
Inquadrare Air Bud da quattro partite più un allenamento non è facilissimo. È stato un centravanti a cui piaceva coprire grandi porzioni di campo. Fenomenale nelle conduzioni palla alla zampa che gli permettevano di saltare le linee di pressione avversaria. Inoltre era molto efficace nel pressing. Il suo istinto gli consentiva di andare a intercettare le linee di passaggio, permettendo un recupero palla estraneo ai contrasti sporchi. La sua visione di gioco lo faceva risultare decisivo in diverse zone del campo ma preferiva il corridoio centrale. Infatti lavorava perlopiù in verticale in fase di costruzione e di rifinitura. Prediligeva gli spazi di mezzo (o mezzi spazzi) per sfuggire alle marcature dei difensori avversari e risultare decisivo in fase di finalizzazione.

Se non si fosse capito, Air Bud è stato una macchina da gol. È stato un rigorista infallibile e una sentenza sui colpi di testa. Grazie al suo fiuto per il gol sapeva decifrare immediatamente gli sviluppi di un’azione e, dunque, aveva la consapevolezza necessaria per individuare la posizione adatta, convertendo una giocata in gol.

Buddy è stato un ottimo cane squadra. Si faceva voler molto bene dai compagni (stiamo parlando di un golden retriever, come si fa a non volergli bene?).
In definitiva: Air Bud è stato una sorta di centravanti di manovra. Un po’ Roberto Firmino, un po’ Johan Neeskens e anche un po’ Chris Pratt, visto il fascino da bravo ragazzo.
Era un tuttocampista goleador che ringhiava sugli avversari e che regalava affetto a tutti coloro che lo accarezzavano.

Published in Calcio