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A lezione con The Professor

Foto: The Professor Live

The Professor non è mai passato inosservato. Sul campo era quasi sempre l’unico bianco in mezzo a tanti afroamericani ma era anche più piccolo di loro, sembrava nuotasse nel suo abbigliamento “oversized”. Era un po’ come l’Eminem dello streetball. Ma come Marshall Mathers III, anche The Professor non aveva paura di confrontarsi con gli altri neri che calcavano il suo stesso campo, sapeva di poter dire la sua in un contesto così competitivo. In campo non ti puoi nascondere dietro il fisico o il look, sono il talento e i fatti a parlare.

I primi passi della carriera
Grayson Boucher nasce a Keizer, Oregon (USA) il 10 giugno 1984. Inizia a sperimentare le prime camminate in autonomia e il padre pensa subito di introdurlo al basket, mettendogli un pallone in mano all’età di due anni. Si rivelerà un’ottima scelta. Grayson si innamora del gioco durante la quarta elementare, quando perfeziona l’arte di nascondere le palline di carta a insegnanti e compagni per poi fare canestro nel cestino dei rifiuti. Durante gli anni successivi si allena come un pazzo, provando a migliorare tutte le parti della sua pallacanestro, soprattutto il dribbling. Sapeva guardare gli altri, imparare con umiltà e mettere subito in pratica. Tante ore in palestra e al campetto. Ma questo non basta per trovare uno spazio nella squadra del suo liceo, il McNary High School. Così è impossibile per lui ottenere una borsa di studio al college, a maggior ragione se gioca solamente nella squadra junior.

Grayson opta per un cambio netto: si trasferisce in un’altra scuola. Una scuola privata, per la precisione, la Salem Academy. Guadagna il posto di playmaker titolare, migliora il suo gioco e pure le sue prestazioni sul parquet. A fine stagione sarà inserito nella formazione comprendente tutti i giocatori dello stato, grazie a una media di 20 punti e 7 assist messi a referto durante il torneo. Quindi ora arriva il classico lieto fine da storia americana fatta di rivincite e duro lavoro? No, nessun lieto fine. Grayson non viene chiamato da nessun college e non ottiene alcuna borsa di studio. Dopo le superiori, entra al Chemeketa Community College, non lontano da casa sua. Qui gioca poco perché è un giocatore troppo fuori dagli schemi per il basket collegiale. Non è un giocatore da sistema e i conflitti con gli allenatori lo dimostrano. Grayson non riesce ad esprimersi come vorrebbe.

Luce verde
Bisognava solamente aspettare il momento e la situazione giusta. Gli anni di allenamento in palestra e di partite nei playground non potevano essere sprecati con facilità. Esisteva un contesto in cui i no look, i crossover, le giocate spaccamascella e gli assist geniali non venivano criticati dagli allenatori ma, anzi, erano il cuore pulsante del gioco. Grayson lo sapeva ma non aveva ancora avuto l’occasione di entrare direttamente in contatto con questo mondo.

È il 1999. Grayson acquista una t-shirt della AND 1: “Trash talk by AND 1”. La maglietta mostra una rappresentazione di un giocatore di basket circondato da citazioni tipiche di trash talking da campetto.
Ma in omaggio riceve anche un DVD: And 1 Mixtape: Volume 2. Il futuro The Professor guarda il DVD e pensa: “Che figata! Dovrebbe esistere anche un volume 1”.

Grayson si trova a navigare su internet, entra sul sito di eBay. Nella barra di ricerca vengono digitate queste parole chiave: “AND 1 Mixtape Volume 1”. Eccolo. Esiste davvero il primo volume della serie. Il giovane Grayson ha gli occhi a cuoricino. C’è la scritta “AND 1 Mixtape” realizzata con un font stile pennarello, lo sfondo è fatto con uno stile simile a un disegno e poi c’è lui, il protagonista: il leggendario Skip to my Lou.

AND 1 Mixtape
Foto: imdb.com

Piccola parentesi: Skip to my Lou è il nome di battaglia di Rafer Alston, uno dei pochi e forse il più famoso streetballer a diventare sia una leggenda dei playground che un giocatore professionista in NBA.

Il DVD costa circa 20 $. Grayson non può non comprarlo, c’è Skip come protagonista del mixtape. Click. Il DVD arriva in Oregon a casa Boucher e cambia la vita al futuro The Professor. Guarda quel DVD un centinaio di volte, il suo cervello immagazzina ogni singolo movimento e ogni singola giocata di Skip to my Lou. Grayson ha il talento per l’imitazione. Dopo lo studio delle giocate di Skip, si presenta al Marion Square Park di Salem per qualche partitella. Vuole mettere in pratica ciò che ha imparato. Regolarmente viene spazzato via dagli avversari più grandi di lui. Ma non si perde d’animo. Si sposta di qualche chilometro e va ad allenarsi da solo al Courthouse Athletic Club. Sa che tutte le mosse studiate a casa potevano risultargli utili in futuro e, dunque, continua ad allenarsi in solitaria, tornando spesso al Marion per studiare i giocatori più grandi.

L’occasione
Flashforward. Giugno 2003. Grayson – che nel frattempo ha recuperato tutti i sei volumi usciti della serie di mixtape – scopre la notizia: la AND 1 è in arrivo a Portland, Oregon per la tappa del suo “Mixtape Tour”. È la grande occasione. Grayson porta con sé suo fratello, un CD di Eminem e parte in macchina. Sa che la AND 1 organizza pure una “Open Run”, una serie di partite in cui i fan possono giocare e mettersi in mostra. Grayson a malapena giocava al Chemeketa Community College, sa che questa potrebbe essere la sua unica occasione per giocare e mostrare le proprie qualità. Inoltre c’erano anche gli atleti che aveva studiato nei vari mixtape. Poteva giocare la sua partita e poi vedere quella dei suoi idoli. Un’offerta irrinunciabile per lui.

Grayson dominerà la Open Run, demolendo il suo avversario diretto. Ora può andare a giocare con i suoi idoli. Non vedere a bordo campo ma giocarci assieme. Quelli del tour di AND 1 l’hanno visto giocare e lo vogliono in campo, c’è un posto in squadra in palio. Grayson non lo sapeva, è già un sogno esserci, figuriamoci giocare assieme a gente come Hot Sauce, “La vedova nera” Alimoe, “AO”, Troy “Escalade” Jackson e “Half man, half amazing” (l’originale).
La squadra della AND 1 vede arrivare questo ragazzo bianco e mingherlino, con le basette a punta simili a una matita e dei vestiti di almeno tre taglie più grandi. Non sanno però che quel ragazzo ha un database di mosse nel cervello. E sperimenta anche cose nuove durante quella partita, tipo gli alley-oop, dato che nessuno in Oregon sapeva schiacciare. I giocatori rimangono sbalorditi dalle capacità di Grayson, che vincerà il contest e otterrà pure un posto in squadra.

Grayson Boucher fa parte della squadra dell’AND 1 Mixtape Tour. Grazie soprattutto al numero di mascelle dei fan e dei suoi avversari demolite con le sue giocate, Grayson firma un contratto professionistico a 18 anni e ha un ruolo come personaggio all’interno di Streetball, un documentario di ESPN che racconta il tour della AND 1 in giro per i campi americani. Grazie a queste partite si guadagnerà il soprannome di “The Professor”. L’invenzione è da attribuire a un aedo moderno che raccontava ciò che avveniva in campo durante le partite di streetball targate AND 1, MC Duke Tango. Dopo aver visto una serie di triple allo scadere da lontanissimo, assist di ogni tipo, uniti a combinazioni di finte e dribbling che mandavano il cervello in pappa, Duke Tango creò il soprannome “The Professor” perché “insegna agli altri come si gioca, umiliandoli sul campo”.

The Professor fa parte della squadra AND 1 fino al 2008. Gioca in oltre 30 nazioni, partecipando a sette stagioni di Streetball su ESPN, a cinque DVD dei mixtape AND 1, a quattro campagne pubblicità AND 1 e ha un proprio personaggio all’interno del videogioco ufficiale della AND 1.

Poi di colpo l’AND 1 Tour cessa di esistere. Di conseguenza, scade anche il contratto di Grayson. Si ritrova a giocare qualche partita in eventi random ma non guadagna abbastanza. Inoltre la crisi economica che colpisce gli Stati Uniti nel 2009 lo lascia completamente al verde. Il settore dell’intrattenimento sportivo non è un settore necessario, non c’è la possibilità per monetizzare. The Professor deve comunque mettere del pane sotto i denti e pagare le bollette. Trova, però, un salvagente inaspettato. Non si sa bene per quale motivo ma ha conservato praticamente tutte le magliette con cui ha giocato nei vari mixtape dell’AND 1. Decide di fare una prova e venderle su internet. Così facendo, riesce a vivere per quasi un anno solamente vendendo le sue magliette.

Nel 2011 viene lanciato il successore spirituale dell’AND 1 Mixtape Tour: Ball Up. Anche in questo caso The Professor va in tour con la compagnia e gioca svariate partite in giro per il mondo con altri atleti provenienti dai vecchi mixtape AND 1.

Nel 2013, durante una partita in Cina, The Professor si spinge un po’ troppo oltre il limite. Punta un avversario, lo ubriaca di finte e controfinte, lo dribbla e lo fa scivolare per terra. Il tutto si conclude con un classico canestro. Ma non è finita qui. Come ha imparato nei tour AND 1, convivendo con gli altri atleti neri, bisogna sempre dominare l’avversario fisicamente e psicologicamente. Durante un’azione successiva, i due si incontrano nuovamente. The Professor inizia a nascondere il pallone e a muoversi come se stesse danzando. Ma decide di andare fino in fondo con la giocata che veste d’imbarazzo il suo nemico. Fa comparire il pallone e decide di sbatterlo sulla fronte dell’avversario per fare in modo che la sfera potesse tornare tra le sue mani, stordendo il malcapitato.

Con una cosa del genere, The Professor sta implicitamente dicendo “picchiami”. Il giocatore cinese non ci sta e tenta di aggredirlo. Ci sarà bisogno dell’intervento degli altri giocatori e degli arbitri per spegnere l’alterco sul nascere. Il pubblico però inizia a fischiare e a lanciare oggetti sul campo in segno di disapprovazione, quella tappa del tour non si conclude bene. Il filmato diventa virale e suggerisce una svolta nella carriera di Grayson.

Una nuova cattedra
Già a partire dal 2009, The Professor inizia a pubblicare alcune clip delle sue giocate sul suo canale YouTube “Professor Live”. Dopo il video virale della partita in Cina, Grayson riprende il lavoro sul proprio canale. È il 2013 e il suo canale può contare su circa 15 000 iscritti. Lui e un suo amico hanno un’idea e decidono di lavorarci sopra. È un video “prank” con lui vestito da Spider-Man che va a sfidare gente comune nei playground. Uno contro uno. Com’è farsi umiliare da Spider-Man? Non proprio piacevole. Soprattutto se il video diventa virale in tutto il mondo.

Questo video cambia la carriera di The Professor. Nel giro di una settimana passa da circa 50 000 iscritti a 400 000 senza campagne di promozione, solo grazie alla viralità del video. Grayson si rende conto immediatamente che questa può essere una grande opportunità e la sfrutta fin da subito. YouTube diventa la sua principale occupazione.
The Professor non ha però i soldi per assumere uno staff che lo possa aiutare con i video, c’è solo lui che lavora sul suo materiale con Final Cut grazie ai suggerimenti di un suo amico. Nel giro di un mese le visualizzazioni crescono vertiginosamente e il numero di iscritti sfiora il milione. Ok, ora le cose si fanno serie. Viene ampliata la sua presenza sui social network. Iniziano a circolare più soldi, vengono girati più video e vengono assunte alcune persone che iniziano a far parte del suo staff lavorativo.

Arrivano gli sponsor, vengono organizzate le campagne pubblicitarie e si torna idealmente indietro nel tempo: vengono organizzati i tour. The Professor torna a giocare in tutto il mondo e fonda anche il suo brand d’abbigliamento, Global Hooper. Ora viene riconosciuto globalmente come durante il periodo di AND 1 su ESPN. Da sfavorito a icona globale. È artefice del proprio successo e del proprio destino.

Al giorno d’oggi, The Professor continua a divertirsi in giro per il mondo. Gioca e si allena tanto. Promuove il suo brand sui social. Spezza le caviglie delle persone nei campetti vestito da Spider-Man ma gli piace sperimentare con le umiliazioni anche nei panni di Grayson Boucher… ehm… The Professor. È così sfrontato e sicuro di sé da farlo persino con i carcerati all’interno di una prigione.

Quindi, qualora lo dovessi incontrare su un campetto da basket, non sfidarlo a una partita uno contro uno. Ma se proprio vuoi, fallo a tuo rischio e pericolo. Perché il playground è la cattedra di The Professor ed è sempre pronto a insegnarti come si gioca, umiliandoti.

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