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Il magico mondo delle discese estreme con le jeep per bambini

Foto: Scott Pics

Le jeep per bambini, che ricordi! Fine anni ‘90. Ai piedi della montagnetta di terra e cespugli dietro casa mia ritrovammo una jeep per bambini – per la precisione una Gaucho della Peg Perego – probabilmente abbandonata da qualcuno e rotolata giù fino al nostro cortile. Era un po’ rovinata ma ancora integra. Fu lavata e pulita per evitare che si trasformasse in una bomba di germi su ruote e poi restituita a noi bambini. Ma nel giro di poco tempo, la parte elettrica del mini fuoristrada alzò bandiera bianca. Un utilizzo sconsiderato dei vecchi padroni del mezzo? I danni causati dal volo di qualche metro? L’acqua utilizzata per lavarla? Non si sa il motivo per cui il motore di questa jeep per bambini smise di funzionare ma non fu un vero problema.
Jeep per bambini Peg Perego

I bambini conservano il dono della fantasia allo stato più puro e la loro creatività trasforma i problemi in nuove strade per il divertimento. Io e i miei cugini ritenemmo corretto continuare ad utilizzarla anche senza il motore e senza freni. L’unico vero propulsore era la gravità. Eh sì, dimenticavo: tra i vantaggi nell’abitare in una zona non pianeggiante, ci sono le discese. Bastava uscire fuori dal cancello, là dove “era tutta campagna” (cit.), per ritrovarsi una mega discesa sterrata, condita da qualche pietra incastonata nel terreno e circondata ai lati da quelle terrificanti piante con le spine. Cosa poteva andare storto? Di sicuro il mezzo.

Su un terreno così non sarebbe andato dritto nemmeno se ci fosse stato alla guida un pilota di Formula 1. Ma, in generale, tutto poteva andare storto. Era questo il bello. La scarica di adrenalina, unita alla soddisfazione di aver compiuto una discesa così pazza e scriteriata, cancellava ogni paura di farsi male. E poi diciamocelo tranquillamente, i bambini non hanno paura di farsi male. Pensano una cosa e la fanno. Poche paranoie.

Se sono vivo al giorno d’oggi è perché quelle jeep per bambini avevano dei grandi standard di resistenza, nonostante l’utilizzo rallystico e poco consono. Magari qualche graffio e qualche ammaccatura – sia sulla pelle che sul mini fuoristrada – ma la struttura resisteva a ogni tipologia d’uso e a ogni agente atmosferico. Sono famose per questo le jeep per bambini. Sono iconiche e continuano ad essere utilizzate ancora oggi. Ed è a questo proposito che il titolo si incastra bene con l’aneddoto raccontato. Ci sono delle persone – soprattutto adulti – che non hanno rimosso il loro bambino interiore e che si dilettano nelle discese più estreme e fuori di testa che si possano pensare.

Discese con jeep per bambini: ingredienti e procedimento
Lo sport è proprio quello che sembra. Adulti che prendono delle jeep (o altre tipologie di auto) per bambini fatte di plastica e si lanciano sopra degli immaginari scivoli di terra e fango, come se fossero a bordo di quelle slitte canadesi – i toboga – usate dai pellerossa. Queste piccole jeep sono un po’ come quelle slitte. Però non sono aerodinamiche e a fine corsa rischiano di trasformarsi in un’esplosione di plastica di scarsa qualità, terra e arti umani che si muovono all’impazzata.

Ingredienti: una jeep per bambini (vanno bene anche i modelli più fighetti di moda soprattutto negli Stati Uniti); una superficie in discesa (preferibilmente sterrata, su un manto erboso o asfaltata) e una o più persone. Abbastanza importanti anche un casco e tutte le altre tipologie possibili di protezioni da indossare. La sicurezza prima di tutto.

Procedimento: posizionarsi con la mini jeep in cima alla collina scelta come inizio della discesa; indossare tutte le protezioni; salire a bordo del mezzo; farsi prendere dall’incoscienza; accendere il veicolo (nel caso sia elettrico) o farsi spingere (nel caso in cui non esista più un motore); pregare di non farsi male. Se si è in una sfida a più persone, l’obiettivo è arrivare per primi in fondo alla discesa; se si è soli, l’obiettivo è arrivare interi al traguardo.

Se, invece, vi doveste sentire come dei redneck americani che trasudano alcool, musica country ed agonismo, limitatevi a guardare. Ci sono degli intellettuali della materia che insegnano nelle zone meridionali degli Stati Uniti, dove la terra si mischia al fango e dove l’integrità fisica e mentale arrivano dopo la gloria, il rispetto e l’ignoranza.

Una corsa (estrema) fatta da e per la gente comune
Sì, se non si fosse capito prima: questa cosa è pericolosa! Ma anche divertente, soprattutto da vedere. In questa sorta di eventi, c’è quel misto di adrenalina, perplessità, divertimento e paura tipica degli sport estremi. Sia per chi compete ma anche per chi guarda. Anche gli infortuni possono essere gli stessi di quelli degli sport estremi, dipende tutto dalla fortuna e dalle capacità dei piloti.

E, dato che risulta un po’ complicato spostarsi con immediatezza negli Stati Uniti per assistere a queste gare, YouTube ci facilita la vita e ci catapulta là, dove degli uomini adulti si lanciano giù per una discesa sconnessa, aggrappandosi a un volante dalle dimensioni ridotte e somigliando così a dei cowboy alle prese con un bovino o con un cavallo che non ne vuole sapere di stare fermo. Si può dire che la discesa con le jeep per bambini è come un rodeo su ruote che si sviluppa nello spazio, in verticale e in orizzontale.

“Guardate! Una jeep volante!”
Ci sono delle varianti che si distanziano dalle vere e proprie corse di velocità ma che ritornano al concetto originario della discesa in solitaria. Non ci sono avversari o tempi da battere, solo se stessi e la paura di non farcela. Quando uno sport estremo come questo viene fatto da artisti degli sport d’azione (o sport estremi) che lo fanno come professione, allora l’asticella della pazzia e del pericolo sale vertiginosamente.

È il caso di quei mattacchioni del Nitro Circus, capitanati dal leggendario Travis Pastrana. Sono un po’ gli Harlem Globetrotters degli stunt estremi. Quelli troppo stupidi e pericolosi per la maggior parte delle persone ma non per loro. Cercheranno sempre un modo per effettuare le loro evoluzioni e rendere concrete le loro idee più strampalate, usando la loro mastodontica rampa e ogni mezzo a loro disposizione.

Foto: Nitro Circus

Tra loro c’è una persona che si è specializzata anche negli stunt con le jeep per bambini: Jolene Van Vugt. Jolene è una donna tosta. Il motocross è sempre stata la sua passione ma si è disimpegnata anche in altri stunt, spesso relativi allo sky diving e alle BMX. È stata la prima donna nella storia a chiudere un backflip in sella a una moto da cross ed è stata anche una controfigura in diversi film. Per lei lanciarsi in aria, a oltre 20 metri d’altezza, alla guida di quelle jeep di plastica è tutto il contrario di irrealizzabile. E lo ha dimostrato più volte nel corso degli show itineranti di Nitro Circus. I salti con le jeep per bambini sono diventati un po’ un suo marchio di fabbrica e ha spinto anche altri atleti della crew – come, ad esempio, Ryan Williams – a provarli sulla mega rampa.

Ritornare bambini
È stato citato precedentemente: «I bambini non hanno paura di farsi male. Pensano una cosa e la fanno». Questa affermazione è perfetta per inquadrare chi si cimenta in queste tipologie di salti e discese. Sono le classiche persone che, escludendo i casi in cui ci sia un grave infortunio, si rialzano da terra sporchi e pieni di abrasioni ma felici. Felici perché hanno fatto quello che avevano in mente e l’hanno fatto senza paranoie, proprio come i bambini. E di riflesso anche a noi può venir voglia di sorridere alla vista di queste azioni un po’ ridicole e pericolose.

Finché non vediamo fratture, ferite spaventose o peggio, è giusto sorridere anche quando questi stunt con le jeep per bambini non vanno come devono andare. La jeep è finita a metri di distanza dalla persona che ha effettuato il salto? Non importa. Una jeep per bambini non può fare un salto enorme, se guidata da un adulto.
Per dire, nelle gare in discesa è molto più probabile vedere i concorrenti inseguiti dal proprio mezzo giù dalla collina o superati da una ruota che si è staccata dall’auto e ha raggiunto prima di loro il traguardo. È devastante vederli tagliare il traguardo, trascinando ciò che resta di quelle jeep, magari rubate ai figli o a qualche parente più giovane. Sono in pochi quelli che arrivano a valle ancora a bordo di queste vetture in miniatura. Tutti però meritano lo stesso tipo di rispetto. Che siano i vincitori o che siano gli sconfitti.

Questo ci riporta un po’ alle origini del freestyle e delle corse come divertimento primordiale. Gente annoiata e creativa che trova un modo divertente per ammazzare il tempo e per esprimere il proprio desiderio di libertà. In questo caso, con le stesse jeep usate da bambini. Non importa se non sono più adatte a contenere delle persone adulte, la libertà non concepisce limiti temporali o spaziali.

Published in Sport