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Asamoah e il tributo a “I Simpson”

Foto: Claudio Villa/Getty Images

Kwadwo Asamoah è certamente uno dei migliori acquisti dell’Inter degli ultimi anni.
Sin dal suo debutto in maglia nerazzurra, si è capito subito perchè l’Inter abbia acquistato il ghanese a parametro zero dalla Juventus.
Personalità, forza fisica, esperienza, intelligenza tattica, tecnica nella gestione del pallone e duttilità sono i principali attributi di Kwadwo.

Queste caratteristiche erano già saltate fuori durante gli anni all’Udinese.
Nelle stagioni in Friuli abbiamo visto Asamoah giocare in praticamente tutti i ruoli del centrocampo: interno, mediano ed esterno con alle spalle una difesa a 4.
Col passaggio alla Juventus, la sua duttilità è risultata utilissima in un contesto molto più complicato come quello di una big.
Antonio Conte ha sancito un primo cambiamento nella carriera di Asamoah: lo ha infatti spostato a fare l’esterno sinistro a tutta fascia con alle spalle una difesa a 3.
Con Massimiliano Allegri il raggio d’azione del ghanese è maggiormente arretrato, finendo per essere utilizzato anche come terzino sinistro, divenendo un’alternativa di sicuro affidamento del titolare del ruolo, Alex Sandro.
In entrambi i casi è sempre emersa la mentalità da centrocampista di Kwadwo, pur dovendo relazionarsi con una gestione più attenta delle situazioni difensive.

Ma sono stati i continui infortuni al ginocchio a influenzare maggiormente il tipo di gioco di Asamoah negli ultimi anni. La ridotta mobilità in fase di spinta gli ha permesso di affinare la sua intelligenza tattica e la sua capacità tecnica nella gestione del possesso della palla.

L’amore per il possesso palla
Ed è proprio la gestione del pallone ad evidenziare un aspetto particolare.
Asamoah ha la tendenza quasi ossessiva a rifugiarsi nel retropassaggio ai difensori centrali o al portiere per limitare i rischi oppure è naturalmente portato a scambiare ripetutamente il pallone col compagno di squadra vicino tramite passaggi corti per consolidare il possesso del pallone.
Questa strategia conservativa può servire a far sistemare in posizione ottimale la squadra, come insegnato dal tiki-taka del Barcellona di Guardiola che sfruttava retropassaggi (invitando anche il portiere a partecipare alla gestione del pallone) o scambi corti tra giocatori anche per attirare il pressing avversario e creare lo spazio per attaccare nuovamente in maniera corretta.

Ma nel caso di Asamoah, questa giocata non ha dato sempre i risultati sperati.
Spesso, infatti, ha contribuito all’innalzamento della percentuale dei tifosi divenuti cardiopatici dopo alcuni suoi disimpegni e, nei casi più gravi, ha permesso agli stessi tifosi di dare spazio alla propria creatività nell’inventare nuovi insulti contro il calciatore ghanese o di ritrovarsi a casa le lettere di scomunica dalla Chiesa dopo retropassaggi suicidi che hanno portato al gol della squadra avversaria.

1° caso: la giocata che fa partire le coronarie dei tifosi
Derby di Milano. Serie A 2018-2019. Al 47° minuto, dopo un calcio d’angolo per il Milan respinto dalla difesa dell’Inter, Asamoah entra in possesso del pallone all’altezza del centrocampo.
Kwadwo va in tilt: vorrebbe rifugiarsi nel classico retropassaggio a Borja Valero ma è pressato da Suso. Evidentemente, in quella frazione di secondo si trasforma in Derek Zoolander e, come il personaggio dell’omonimo film, non riesce a girare a sinistra e decide di allungarsi il pallone per creare lo spazio necessario per il passaggio all’indietro.
Girando a destra però si fa rubare il pallone da Suso, che parte in contropiede.
I tifosi cardiopatici dell’Inter (già abituati “bene” dalle partite della Beneamata) stanno già chiamando il 118 per un pronto intervento ma, fortunatamente per loro e per Asamoah, Suso sbaglia l’apertura orizzontale per Bonaventura ed è lo stesso ghanese a risolvere la situazione rilanciando l’azione interista.

2°caso: il retropassaggio da ripasso blasfemo del calendario dei santi
Inter – Juventus. Serie A 2016-2017. Al 77° minuto, sul punteggio di 1-1, Asamoah riceve un passaggio di testa da Alex Sandro. La sua tentazione naturale al retropassaggio non lo fa pensare minimamente a costruire un’azione offensiva, lanciando il pallone in avanti.
Il tentativo sconclusionato di pressing di Candreva è l’occasione giusta per rifugiarsi nel morbido e caldo abbraccio materno del passaggio all’indietro ai difensori.
L’ombra del giocatore interista probabilmente manda in difficoltà Kwadwo e lo porta ad avventurarsi in un appoggio corto, sbagliato, col destro (!), girandosi a sinistra (!!!) per il compagno e per un calciatore che incarna la caratteristica di Derek Zoolander, il risultato non può essere positivo.
Candreva intercetta il passaggio, serve Icardi (provando poi a rubargli nuovamente la sfera) che pennella un bellissimo assist di esterno destro per il colpo di testa vincente di Perisic. Gol del 2-1 per l’Inter e rete che risulterà decisiva per il risultato finale.

L’influenza cartoonesca
Sì, tutto molto bello. Ma cosa c’entrano I Simpson? Ecco la risposta.
In Bologna – Inter, disputata alla 3° giornata di campionato, Asamoah decide di replicare (con il supporto di Skriniar) una giocata mostrata in un episodio della nona stagione de
I Simpson, denominato “La famiglia Cartridge”.
In quella partita, il nostro amico Kwadwo mette a referto 53 passaggi all’indietro (su 108 passaggi totali), di questi 53, 40 erano per Skriniar (che ha passato anch’egli 40 volte la palla ad Asamoah).

Ritornando all’episodio tratto da I Simpson, sebbene sia passato alla storia per uno dei tanti casi di profezìa inconsapevole fatta da Matt Groening (in questo caso non si è avverata l’ipotesi che Messico e Portogallo potessero contendersi una finale di un Mondiale per decretare la squadra più forte del mondo), ci sono veramente delle affinità tra le scene presenti nel cartone animato e quelle viste allo Stadio Dall’Ara con protagonista il calciatore ghanese.

Proviamo a confrontare:

(Primo tempo)

(Secondo tempo)

C’è qualche differenza col possesso palla dei messicani?

Voglio pensare che questa sia stata una tattica di Asamoah (proposta al più giovane compagno di squadra) per fare un tributo alla famosa serie animata americana,
riuscendo ad unire la passione per i retropassaggi e per il possesso palla con quella per i cartoni animati.

Ed è così che voglio immaginare Kwadwo nel tempo libero: davanti alla TV, con il suo faccione sorridente e rilassato, a guardare divertito i suoi cartoni animati preferiti, magari facendo merenda con un succo di frutta e uno snack.
Chissà che non abbia fatto la stessa cosa con Skriniar prima di Bologna – Inter!

Published in Calcio