Skip to content →

10 frammenti di Michael Schumacher

Foto: AP

Il 3 gennaio Michael Schumacher ha compiuto 50 anni. Dal 29 dicembre 2013 non si sa più molto di lui dopo il terribile incidente sugli sci che gli ha cambiato totalmente la vita.
Ed è strano se si pensa all’impatto che ha avuto nell’immaginario collettivo degli sportivi (e non) grazie, soprattutto, alle sue gesta in Formula 1.

Grazie a lui tantissime persone, a partire dalla metà degli anni ’90, si sono appassionate alla Formula 1, magari sfruttando il binomio tra il pilota tedesco e la Ferrari.
Per lui in tanti si sono svegliati alle 4 del mattino per vedere una gara a Melbourne o alle 7 del mattino in Giappone oppure hanno evitato di collassare sul divano in preda alla sonnolenza durante le gare alle 14.
Solamente per quel ragazzo con la mascella pronunciata e con quell’attitudine che in pista lo faceva sembrare più simile a un robot che a un essere umano.

E per coloro che non conoscono Michael Schumacher, come si può descrivere chi è stato Schumi e cos’è riuscito a conquistare nella massima serie motoristica a quattro ruote?
19 stagioni, 7 mondiali vinti, 308 gran premi disputati, 91 vittorie, 155 podi, 68 pole position. Sono numeri impressionanti che certamente possono dare l’idea dei risultati e delle capacità del Kaiser. Ma forse non sono abbastanza. Perchè non lasciar perdere la freddezza dei dati per provare a raccontare la carriera di Schumacher in Formula 1 attraverso l’ausilio delle immagini? Si possono ripercorrere 19 anni di carriera usando solamente 10 momenti chiave? Non è sicuramente facile però ci provo lo stesso.

Ecco, quindi, l’avventura in Formula 1 di Michael Schumacher sintetizzata in 10 frammenti simbolici.

La prima vittoria

Non si può non partire dalla prima vittoria. Il primo dei 91 successi iridati.
30 agosto 1992. Spa-Francorchamps. Il circuito è lo stesso in cui l’anno prima fece il debutto in Formula 1 e questo non è un caso.
Nel 1991, Michael debuttò al volante di una Jordan in sostituzione di Bertrand Gachot che ebbe la brillante idea di aggredire un tassista con dello spray urticante, venendo arrestato. Il manager di Schumi, Willi Weber, propose il suo assistito alla Jordan, assicurando che il tedesco conoscesse bene il tracciato belga. Il team manager, Eddie Jordan, si fidò e i risultati in qualifica gli diedero ragione: 7° posto in griglia al debutto per Schumacher. C’è solo un piccolo dettaglio: lui in realtà non conosceva la pista, non avendoci mai girato prima di quel weekend. Questo giusto per far capire la quantità di talento del Kaiser di Hürth. La gara di Schumacher però durò solamente qualche centinaia di metri a causa di problemi alla frizione.
Nel 1992 arrivò la prima gioia, dopo una gara caratterizzata da una perfetta gestione della vettura sull’asfalto bagnato.

La rocambolesca conquista del primo titolo mondiale

Michael Schumacher è sempre stato pronto a tutto pur di vincere. Questo è il primo momento controverso della carriera del tedesco.
13 novembre 1994. Adelaide. Ultima gara del campionato 1994. Schumacher ha un punto di vantaggio su Damon Hill e deve assolutamente concludere la gara davanti all’inglese o sperare che Hill non guadagni nessun punto.

Al 35° giro, Schumacher si trova al 2° posto, tallonato proprio da Hill. Con questo risultato è campione del mondo. Il tedesco però arriva lungo alla curva East Terrace e va a sbattere contro le barriere di protezione.
Si rende conto immediatamente di aver buttato al vento la gara e il campionato ed è, soprattutto, cosciente che Hill sia in procinto di sferrargli l’attacco decisivo.
Schumacher si ributta in pista con la vettura parecchio danneggiata sul lato destro.
La Benetton del tedesco viaggia a rilento come un granchio. Damon Hill decide di infilarlo alla curva successiva ma non ha fatto i conti con la disperazione di Michael. Schumi imposta la curva come se non ci fosse nessuno alle sue spalle. La ruota anteriore sinistra dell’auto di Hill entra in contatto con la posteriore destra di Schumacher.
Boom. La Benetton rischia di ribaltarsi e finisce contro le barriere di protezione. Gara finita per il tedesco e sogni di vittoria sfumati. Hill prosegue ma torna subito ai box perchè qualcosa non funziona. Nell’impatto anche la sua Williams si è danneggiata ed è costretto al ritiro come il rivale. Nessun punto per entrambi, la classifica rimane invariata.
Michael Schumacher è campione del mondo di Formula 1 per la prima volta in carriera.

Da 16° a 1°

Non si tratta solamente di una grandissima vittoria in rimonta ma anche di una nettissima dimostrazione di forza.
27 agosto 1995. Spa-Francorchamps. Michael Schumacher deve recuperare posizioni dopo una pessima qualifica. Grazie a una strategia azzardata, si trova in prima posizione mentre tutti gli altri si sono fermati ai box per sostituire gli pneumatici, dato che stranamente ha iniziato improvvisamente a piovere in un posto che vede più pioggia che giorni di sole. Ma lui no. Non si è fermato e continua a girare sul bagnato sui quasi 7 km di circuito con gomme d’asciutto.

Non può andare avanti per molto in queste condizioni, Damon Hill lo sta raggiungendo ed è pronto a superarlo. Michael ha i flashback del finale di stagione del campionato precedente ad Adelaide e decide di resistere. Anche in questo caso prova in tutti i modi a non farsi superare: staccate profondissime, ruotate e chiusure improvvise di traiettoria sia nelle curve lente che in quelle velocissime del circuito in mezzo alle Ardenne.
Queste scelte, spesso oltre il limite del regolamento, lo premiano. Schumi rimane davanti e, oltre alla straordinaria rimonta dalla sedicesima posizione, si aggiunge l’impresa di aver resistito agli attacchi avversari in condizioni di disparità tecnica (la maggior parte dei piloti non solo non avrebbe resistito a correre sul bagnato con gomme d’asciutto ma probabilmente sarebbe andato a fare conoscenza con le barriere di protezione all’esterno delle curve).

Il capolavoro sul bagnato

2 giugno 1996. Montmeló. A Barcellona piove, anzi diluvia. La Ferrari guidata da Schumacher in quella stagione è un cancello pitturato di rosso con quattro ruote. Purtroppo per il tedesco, l’auto non è abbastanza affidabile e competitiva per vincere il titolo. C’è bisogno di uno sforzo extra per riuscire a tirar fuori qualcosa da quella macchina. La partenza sotto la pioggia non è positiva per Schumi e si ritrova al 9° posto poco dopo lo spegnimento del semaforo. Ma in quella giornata il tedesco è in uno stato di grazia: recupera nell’arco di pochi giri e, dopo essersi portato in testa, tiene un ritmo allucinante che gli permette di vincere con distacchi impressionanti sugli avversari. Prima vittoria in carriera al volante di una Ferrari.

Questa è la dimostrazione che quando c’è stato bisogno di fare la differenza, Michael prendeva ogni piccolo frammento di talento possibile e lo rovesciava sulla sua guida. Diluvio, auto imbarazzante e avversari più competitivi? Nessun problema. Si può vincere anche in questi frangenti. Gara leggendaria.

Il lato oscuro di Michael
Schumacher ha dimostrato in precedenza come fosse pronto a tutto pur di vincere.
Questo è forse il punto più basso della sua carriera in Formula 1.

26 ottobre 1997. Jerez de la Frontera. Schumacher è primo in classifica e ha un solo punto di vantaggio su Jacques Villeneuve all’ultima gara del campionato.
Deve assolutamente arrivargli davanti, non ci sono altre soluzioni.
Il tedesco è in testa alla corsa ma, a differenza di Villeneuve che lo tallona alle spalle, i suoi pneumatici sono usurati, non essendosi fermato ai box per sostituirli.

Al 47° giro avviene il fattaccio: Villeneuve è incollato alla vettura di Michael e cerca l’attacco in fondo all’unico vero rettilineo lungo del circuito andaluso.
Jacques esce dalla scia e si butta all’interno per effettuare il sorpasso al tornantino. Michael si rende conto che i suoi sogni di vittoria stanno scivolando dalle sue mani e tenta la manovra disperata che gli aveva permesso di vincere nel 1994. Chiude la traiettoria. Boom. Contatto tra le due vetture. In questo caso però la manovra non ha successo: Villeneuve è all’interno e passa, la Ferrari di Schumacher rimbalza sulla fiancata della Williams e si va ad insabbiare nella via di fuga esterna.
Ritiro e fine dei giochi. Villeneuve è campione del mondo.

Il lato oscuro di Michael Schumacher ha preso possesso di lui e lo ha fatto reagire nel modo peggiore alla sconfitta, la disperazione ha preso il sopravvento e l’ha fatto reagire in modo fin troppo irrazionale per un quasi robot come lui. La FIA deciderà di escludere Schumi dalla classifica finale del campionato dopo quella porcheria.
Anche i robot hanno delle emozioni.

Il primo storico titolo mondiale con la Ferrari

8 ottobre 2000. Suzuka. La Ferrari e i suoi tifosi aspettano un titolo mondiale piloti dal 1979 quando fu Jody Scheckter ad aggiudicarselo.
Schumacher ha 8 punti di vantaggio prima di quella gara sul rivale Mika Hakkinen.
Se le qualifiche sono state combattute – Michael otterrà la pole position per soli 9 millesimi (!!!) sul rivale finlandese – la gara è stata un rollercoaster di emozioni.
Hakkinen brucia Schumacher in partenza e scappa via. Le cose non vanno come dovrebbero e i primi pensieri negativi iniziano a tempestare le menti dei tifosi della Ferrari. Schumi segue Hakkinen, riducendo il distacco a pochi decimi di secondo fino alla sosta ai box del finlandese. Grazie alla strategia del muretto box del Cavallino Rampante, Schumacher continua senza fermarsi perchè ha il vantaggio di avere qualche giro in più di benzina rispetto al rivale. Deve spingere come un dannato e lo fa. É in modalità cyborg. 3 giri dopo viene richiamato per la sosta ai box. Milioni di tifosi hanno il cuore in gola in attesa di vedere cosa accadrà da lì a una trentina di secondi. Ci sarà qualche problema? Hakkinen riuscirà a passargli davanti durante la sosta?
I meccanici al box fanno il loro lavoro perfettamente e Michael riparte dalla corsia box in testa, una macchina grigia in lontananza sta affrontando in quel momento il rettilineo.
É Hakkinen ed è dietro Schumi. La soddisfazione è enorme ma non è ancora finita. Gli ultimi giri sono un thriller ma si concludono con il lieto fine.

Michael Schumacher è campione del mondo per la terza volta, la Ferrari conquista il titolo mondiale piloti dopo 21 anni. Sarà il primo dei 5 titoli consecutivi del binomio Schumacher-Ferrari.
L’emozione è tantissima e Michael quasi non ci crede: sbatte i pugni sul volante in preda alla gioia e non si rende quasi conto di dover affrontare successivamente una curva a 200 km/h con le mani che rimbalzano sul volante.

L’ultima vittoria

1 ottobre 2006. Shanghai. Il 91° e ultimo successo di Michael Schumacher in Formula 1.
Dopo un sesto posto in qualifica, Michael si trova a dover recuperare per vincere la corsa e recuperare punti sul leader del campionato, Fernando Alonso, tenendo aperto il campionato con poche gare rimanenti.

In gara piove, le condizioni giuste per vedere una grande gara da parte del Kaiser.
Schumacher recupera e, sfruttando le difficoltà di Alonso, riesce a superarlo per andare a vincere in solitaria. Con questa vittoria Schumacher appaia Alonso in classifica e da lì in poi sarà uno scontro combattutissimo.
La gif scelta descrive un grandissimo sorpasso di Schumi in quella gara proprio nei confronti di Alonso. Non c’era DRS, differenze impressionanti di prestazioni tra quelle vetture o altri supporti per facilitare un sorpasso. Solo talento, un piede pesantissimo e tanta sensibilità sull’asfalto viscido.

Michael prepara l’attacco da lontano, restando in scia a Fernando sulla lunga prima curva del circuito cinese che poi si avvita su se stessa verso destra prima di terminare in un tornante verso sinistra. A un certo punto si allarga per portare più velocità nell’ultima sezione della curva e poter quindi impostare la curva a sinistra in maniera diversa rispetto al rivale. La sua scelta gli dà ragione: Alonso arriva leggermente lungo ed esce dalla curva più lentamente, Schumi è più pulito e supera lo spagnolo in trazione. Grandissimo sorpasso.

L’ultimo squillo in Ferrari
C’eravamo lasciati con l’ultima vittoria di Michael Schumacher alla guida di una Ferrari. Purtroppo per lui, la gara successiva in Giappone ha visto distruggere i suoi sogni di gloria mentre era in testa al Gran Premio per via di problemi meccanici che hanno colpito la sua Ferrari. C’era bisogno di un miracolo per vincere il Mondiale all’ultima gara in Brasile. Il risultato finale non sarà la vittoria ma forse la miglior gara della carriera di Schumi.

22 ottobre 2006. Interlagos. Schumacher ha già annunciato il suo ritiro dalla Formula 1 dopo quest’ultima gara.
Le qualifiche saranno deludenti: un 10° posto in griglia. Ci vorrà una gara completamente all’attacco per recuperare.
Durante le fasi di recupero, nel tentativo di superare Fisichella alla prima curva del circuito brasiliano, i due entrano in contatto e Michael si ritrova con la gomma posteriore forata. Deve percorrere un intero giro lentamente a una velocità imbarazzante per poter rientrare ai box e sostituire le gomme. Perde un’infinità di tempo: esce dai box ultimo con circa 38 secondi dal penultimo ed è quasi doppiato.
I sogni di vittoria sono completamente svaniti.

Da lì in poi, il pilota cyborg con alcuni momenti bui che abbiamo imparato a conoscere, si trasforma in un extraterrestre e inizia a recuperare terreno sugli avversari.
Il ritmo imposto da Michael è senza senso: gira oltre un secondo più veloce rispetto a coloro che erano in testa alla gara. Un ritmo che gli avrebbe permesso di doppiare tutti senza la foratura che gli rese la gara un inferno.
E dopo giri velocissimi e una sequenza impressionante di sorpassi, Michael è nei primi cinque e mancano tre giri alla fine. Davanti a lui c’è la McLaren di Kimi Raikkonen, colui che lo sostituirà alla Ferrari nel 2007. Sembra il momento del passaggio del testimone, il nuovo che avanza contro il vecchio che lascia. Ma non è così.

Schumacher è una furia e si avvicina sempre di più alla monoposto argentata del rivale. Sul tratto finale del circuito, sulla velocissima “Arquibancadas”, Michael è incollato alla scia di Raikkonen ma il finlandese gli chiude la traiettoria interna, impedendogli un facile sorpasso. Ma Kimi si dimentica di chi ha alle spalle e il sette volte campione del mondo – come se corresse quegli ultimi istanti di gara in un’altra dimensione, vedendo le cose in slow-motion – trova quei pochi centimentri di spazio liberi, si affianca all’interno e compie un favoloso sorpasso ruota-a-ruota.
La degna conclusione della sua carriera in Formula 1 con la Ferrari. E chissà se ci fossero stati altri giri a disposizione, magari avremmo anche assistito alla 92a vittoria del Cannibale tedesco.

“You still got it”
All’inizio della stagione 2010, un signore di 41 anni si ripresenta al via della stagione di Formula 1. Ha la mascella pronunciata, il casco rosso ma non è più vestito con la tuta rossa della Ferrari ma con quella grigia della Mercedes. É Michael Schumacher.
Al rientro dal suo ritiro avvenuto nel 2006. Purtroppo per Schumi, il suo rientro nelle corse non sarà il massimo: l’evidente calo di prestazione per via dell’età e degli anni di pausa trascorsi senza guidare una monoposto di Formula 1 non gli permetteranno di esprimersi come avveniva in passato, senza considerare una Mercedes totalmente diversa rispetto a quella attuale che stravince il Mondiale da qualche anno.

12 giugno 2011. Montréal. Una delle corse più pazze nella storia della Formula 1.
4 ore di gara, 6 ingressi della safety car, una sospensione della corsa a causa della pioggia, tantissimi sorpassi e tanto caos.
In condizioni estreme, il talento e la sensibilità alla guida dei piloti più forti risalta nonostante tutto. Ed è ciò che accade con la corsa di Michael Schumacher.
Michael parte 8° ma in gara, sul bagnato, è tra i più veloci in pista e guadagna posizioni su posizioni. La pista si asciuga progressivamente e i fenomeni come lui tirano fuori tutto il loro talento in condizioni così particolari.
Il momento simbolo è quello del 51° giro, descritto nella gif.

Michael si trova al 4° posto, davanti a sè ci sono Kobayashi e Massa.
Il giapponese arriva lungo in una chicane, Massa tenta il sorpasso sul nipponico all’esterno delle curva ma entrambi si allargano in uscita alla ricerca della traiettoria più asciutta.
Michael, da vecchio volpone, imposta meglio la traiettoria della chicane e, sfruttando le difficoltà degli avversari davanti a lui, esce meglio dalla curva. La miglior trazione in uscita gli permette di compiere un doppio sorpasso, concedendosi il lusso di passare sulla parte d’asfalto più bagnata e, quindi, aumentando ancora di più il grado di difficoltà della manovra. Secondo posto guadagnato con un sorpasso da urlo.
Non male per un “vecchietto” che concluderà la gara in quarta posizione, superato nel finale da Button e da Webber.

L’ultima pole position
L’ultimo momento simbolico scelto per raccontare la fantastica carriera di Michael Schumacher in Formula 1.

26 maggio 2012. Montecarlo. A 43 anni, Michael Schumacher conquista la sua ultima pole position in carriera (pole position che non gli permetterà di partire in prima posizione in gara per via di penalità di cinque posizioni che lo farà partire al 6° posto in griglia).
Sulle strette strade del Principato, il talento conta anche di più della competitività del mezzo e Schumacher lo dimostra, ottenendo una straordinaria pole position alla guida di un tagliaerba grigio con il logo della Mercedes.

La cosa allucinante non è solo la grandiosità del giro, quanto un piccolo dettaglio rintracciabile solamente attraverso l’onboard camera del tedesco. Un dettaglio fondamentale che dice tanto delle capacità umanamente inimmaginabili di Michael.
Schumacher imbocca la curva del Tabaccaio a sinistra a una velocità di circa 190 km/h, poco dopo c’è la velocissima sequenza delle chicane delle Piscine.
Schumi, nel mezzo della velocissima chicane, stacca la mano sinistra dal volante per agire su un manettino per sistemare la ripartizione della frenata della vettura e poter così affrontare meglio le curve successive. Tutto questo a oltre 220 km/h. Con una mano sola. Assurdo. Questa perla di talento sarà ciò che gli farà ottenere la pole, l’ultima dimostrazione di velocità pura del Kaiser.

Questi erano 10 momenti simbolici che hanno più o meno raccontato la carriera in Formula 1 di Michael Schumacher. 10 frammenti da fruire come se fossero scatti di una vecchia Polaroid.
Invece che cercare di scoprire le reali condizioni fisiche attuali di Schumi, perchè non fermarsi a ricordare le sue gesta? Magari riassaporando o scoprendo per la prima volta frammenti di ciò che è stato Michael Schumacher, nel bene e nel male.

Published in Motorsport